Contributi silenti: il recupero dei versamenti INPDAP, guida

Risposta di

Redazione PMI.it

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Giorgio chiede

Sono professore ordinario. Ho prestato servizio dal 1975. Nel 2003 ho presentato istanza di ricongiungimento INPS-INPDAP del periodo 1975-1982, trasmessa all’INPS nel 2004. Oggi, il mio ufficio pensioni, avendo finalmente proceduto a tale ricongiunzione, ha calcolato un onere a carico del sottoscritto di oltre 17000 Euro! Ritengo che non sia dovuto, essendo stata la mia domanda consegnata prima dell’entrata in vigore della legge 122 del 2010.

Redazione PMI.it risponde

Per quanto riguarda l’onerosità della ricongiunzione, credo che lei abbia ragione: sul sito dell’INPS c’è chiaramente scritto che l’effetto della legge del 2010 rende onerose le ricongiunzioni le cui domande sono presentate a partire dal primo luglio 2010.

=> La ricongiunzione dei contributi previdenziali

In alternativa potrebbe comunque scegliere il cumulo gratuito dei contributi, che consente di interrompere la richiesta di ricongiunzione onerosa purché non sia stata ancora pagata l’intera somma dovuta. Il comma 195 della Legge di Bilancio consente il cumulo gratuito dei contributi versati in gestioni diverse, sia per raggiungere la pensione di vecchiaia sia per la pensione anticipata.

Deve verificare se le conviene, perché per ogni gestione si applica il criterio di calcolo pro quota.

Se l’opzione è per lei conveniente, le consente il recesso dalla ricongiunzione e anche l’eventuale restituzione di quanto versato, «nei casi in cui non sia perfezionato il pagamento integrale dell’importo dovuto». Il riferimento normativo è il comma 197 della manovra 2017.

In questo modo si scongiura il rischio di trasformare quanto versato all’INPDAP a suo tempo in contributi silenti. Pur non potendo procedere ad un loro recupero (impossibile per legge), si può evitare di vederli sprecati o di dover pagare ingenti somme per ricongiungerli.