Requisiti integrazione pensione minima

Risposta di

Barbara Weisz

scritto il

Giuseppe chiede

Vorrei sapere se l’integrazione al minimo è subordinata all’età (superiore a 70 anni) oppure spetta a qualunque pensionato. Fanno  reddito eventuali possidenze (case, terreni o depositi bancari)?

Barbara Weisz risponde

L’integrazione al minimo non dipende dall’età anagrafica ma dal reddito del pensionato. Se l’assegno previdenziale è al di sotto di determinate soglie (nel 2018, 507,42 euro al mese), la pensione viene integrata di una cifra che raggiunge questo tetto. Bisogna però restare al di sotto di determinati limiti. In pratica, si sottrae a questo tetto il reddito e si divide per 13 mensilità (non si possono comunque superare i 507,42 euro al mese):

  • 6mila 596,46 euro per l’integrazione piena,
  • 13mila 192,92 euro per l’integrazione parziale.

Queste soglie valgono solo per single e pensionati coniugati con decorrenza dell’assegno previdenziale fino al 1994. Se invece lei è andato in pensione dopo questa data, è coniugato e non legalmente separato, la sua pensione non può comunque superare 13mila 192,92 euro, mentre il reddito coniugale (quindi la somma del suo reddito e di quello di sua moglie), può arrivare a 26mila 385,84 euro. Il tetto sale a 32mila 982,30 euro se la decorrenza della pensione cade nel 1994.

Per quanto riguarda i redditi che concorrono a formare questo tetto, si escludono la pensione da integrare, quelli esenti IRPEF (ad esempio, le pensioni di guerra, l’invalidità civile) e il reddito della casa di abitazione.

Ci sono poi altre misure che incrementano la pensione, coma la maggiorazione sociale, che dipendono effettivamente dall’età anagrafica del pensionato: 25,83 euro al mese dai 60 ai 64 anni, 82,64 euro tra 65 e i 69 anni, 136,44 euro sopra i 70 anni. Anche per la maggiorazione sociale ci sono limiti di reddito, che sono più stringenti rispetto a quelli previsti per l’integrazione al minimo.