REm: rinnovo automatico o nuova domanda?

Risposta di

Barbara Weisz

scritto il

Giancarlo chiede

Le tre nuove mensilità 2021 di Reddito di Emergenza (REm) vengono erogate in automatico ai soggetti che già lo avevano percepito nel 2020 oppure bisogna ripresentare domanda?

Barbara Weisz risponde

Premesso che si attendono le istruzioni operative INPS, le tre nuove mensilità di Reddito di Emergenza (REm) vengono versate dietro presentazione di apposita domanda. Il Decreto Sostegni (dl 41/2021), che ha rinnovato il sussidio straordinario una tantum prevendolo per le mensilità da grnnaio a marzo, prevede esplicitamente (articolo 12, comma 3) che si debba inostrare istanza all’INPS. Quindi, non è previsto dalla norma nessun automatismo per coloro che avevano già percepito il Rem nel 2020.

Il decreto Sostegni prevede anche una scadenza precisa entro la quale si deve presentare la domanda: il 30 aprile. Di conseguenza, si può ritenere che le istruzioni INPS arriveranno in tempi brevi per consentire la presentazione delle richieste per tempo.

=> Reddito di Emergenza: ecco i requisiti 2021

Molto in sintesi, i requisiti sono i seguenti.

  • Reddito familiare di febbraio 2021 inferiore alla mensilità di REm spettante (che resta analoga a quella del 2020, e può quindi andare da 400 a 80 euro a seconda della composizione del nucleo). Questa soglia (novità rispetto al REm 2020), viene aumentata di un dodicesimo del valore annuo del canone di locazione per chi vive in affitto.
  • Nel nucleo familiare non ci devono essere persone che prendono le nuove indennità previste dall’articolo 10 del dl Sostegni (sono i bonus per stagionali, lavoratori dello spettacolo, alcune tipologie di lavoratori autonomi senza partita IVA).
  • Residenza in Italia e ISEE fino a 15mila euro, con patrimonio mobiliare del nucleo familiare 2020 sotto i 10mila euro (a cui si aggiungono 5mila euro per ogni componente successivo al primo, fino a un tetto di 20mila euro, e altri 5mila euro in caso di presenza di una persona disabile).
  • Ci sono poi una serie di altre incompatibilità (per esempio, per i titolari di pensione o di rapporto di lavoro dipendente), che ricalcano quelle 2020, compresa la non cumulabilità con il Reddito di Cittadinanza.