Quota 100: la riforma pensioni annulla la cristallizzazione del diritto?

Risposta di

Barbara Weisz

scritto il

Piero chiede

Nel 2021 ho maturato i requisiti per andare in pensione con la Quota 100: 41 anni di contributi e 62 anni d’età. Vorrei continuare a lavorare fino a giugno del 2023 utilizzando la Quota 100 già maturata. E’ possibile? La riforma in atto lo impedisce?

Barbara Weisz risponde

La ringrazio per la domanda, che risponde a un dubbio diffuso, su cui è utile fornire chiarimenti. Chi matura i requisiti per la Quota 100 a fine 2021 può esercitare il diritto in qualsiasi momento successivo, in nome della cristallizzazione del diritto. Che non viene meno per l’introduzione della Quota 102.

La norma che regolamenta la Quota 100, ovvero l’articolo 14 del dl 4/2019, prevede esplicitamente che «il diritto conseguito entro il 31 dicembre 2021» possa essere esercitato anche successivamente alla predetta data. E’ questo il passaggio rilevante per i casi come il suo.

Per conoscere con precisione come funzionerà la Quota 102 bisogna attendere la fine dell’iter parlamentare della Manovra, che contiene la mini riforma pensioni ed istituisce la nuova Quota 102 in sostituzione della Quota 100, per il solo 2022. Per come è formulata al momento, prevede la possibilità di andare in pensione con la Quota 102 per coloro che maturano il requisito previsto (64 anni di età e 38 anni di contributi) entro il 31 dicembre 2022, senza intaccare il diritto acquisito da coloro che hanno diritto anche alla Quota 100.

Fra l’altro, quale che sarà la versione definitiva delle novità previste dalla Manovra 2022, mi sentirei di escludere che venga formulata una norma che introduca retroattivamente l’eliminazione della cristallizzazione del diritto sancita dal decreto 4/2019.

Volevo però segnalarle un’ultima cosa. Se lei ha già 41 anni di contributi a fine 2021, nel giugno 2023 (la data alla quale lei indica di voler andare in pensione), sarà molto vicino al requisito per la pensione anticipata standard con i requisiti Fornero (per gli uomini, pari a 42 anni e dieci mesi di contributi). Quindi, valuti quale opzione le conviene maggiormente, anche se la Quota 100 e la Quota 102 non prevedono penalizzazioni sull’assegno.