Pensione precoci fino al 2026: come e quando si presenta la domanda

Risposta di Barbara Weisz

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Bruno chiede:

Sono lavoratore precoce e raggiungo 2132 settimane (41 anni di contributi) il 28 febbraio 2023 pagando 9 mesi di contributi volontari dopo che avrò terminato la disoccupazione a maggio 2022. Posso presentare domanda all’INPS già a dicembre di quest’anno o devo aspettare di aver maturato il requisito a febbraio 2023?

Temo che lei debba aspettare il 2023 per presentare la domanda di pensione precoci, perché la procedura prevede che questo avvenga nell’anno in cui viene maturato il diritto a pensione. Una volta fatta domanda all’INPS, però, i tempi di lavorazione sono stimati in 30 giorni. Ci sono due step da compiere per ottenere la prestazione:

  • entro il 31 marzo bisogna presentare la domanda di accertamento dei requisiti (chi non lo fa, ha comunque tempo fino al 30 novembre ma i tempi di lavorazione sono più lunghi);
  • quando arriva la risposta positiva INPS, si può presentare la domanda di pensione vera e propria.

Pensione Precoci fino al 2026

Si tratta della prestazione erogata ai lavoratori che perfezionano la Quota 41 entro il 31 dicembre 2026. Le ricordo però due cose: i 41 anni di contributi sono un requisito fondamentale per il diritto alla pensione precoci, ma non l’unico.

Ci vuole anche un anno di contributi versati prima di aver compiuto 19 anni e bisogna appartenere a una delle categorie aventi diritto:

  • disoccupati che hanno terminato di percepire gli ammortizzatori sociali da almeno tre mesi,
  • invalidità pari almeno al 74%,
  • caregiver,
  • addetti a lavori gravosi o usuranti (per almeno sette anni negli ultimi 10 anni di attività lavorativa, oppure per almeno 6 anni negli ultimi 7 anni di lavoro).

Gravosi e usuranti ammessi a pensione precoci

Il nuovo elenco di mansioni gravose riservato agli aventi diritto all’APE Sociale non si applica ai lavoratori precoci, il cui elenco di riferimento è quello contenuto nell’allegato E della legge 232/2016 (la Manovra 2017). Sono dunque ricompresi tra le categorie di aventi diritto alla pensione precoci in caso di lavoro usurante:

  • operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici;
  • conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni;
  • conciatori di pelli e di pellicce;
  • conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante;
  • conduttori di mezzi pesanti e camion;
  • personale delle professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni;
  • addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza;
  • insegnanti della scuola dell’infanzia ed educatori degli asili nido;
  • facchini, addetti allo spostamento merci ed assimilati;
  • personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia;
  • operatori ecologici ed altri raccoglitori e separatori di rifiuti;
  • operai dell’agricoltura, della zootecnia e della pesca;
  • pescatori della pesca costiera, in acque interne, in alto mare, dipendenti o soci di cooperative;
  • lavoratori del settore siderurgico di prima e seconda fusione e lavoratori del vetro addetti a lavori ad alte temperature non già ricompresi nella normativa del d.lgs.67/2011;
  • marittimi imbarcati a bordo e personale viaggiante dei trasporti marini e in acque interne.

Il riferimento legislativo è il DPCM 87 del 23 maggio 2017 (attuativo del comma 199 della legge 232/2016). Trova indicazioni utili sul portale INPS, nella pagina dedicata alla pensione per i lavoratori precoci, che comprende anche delle FAQ.

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