Pensione agevolata per i turnisti

Risposta di

Barbara Weisz

scritto il

Utente di PMI chiede

Sono infermiere professionista. Ho lavorato dal 1981 al 2006 come turnista con sei sette notti mese, dal 2007 a tutt’oggi in ambulatorio. Ho 64 anni e 41 anni di servizio: rientro in una delle categorie di lavoratori addetti a mansioni usuranti o gravose?

Barbara Weisz risponde

Gli infermieri che lavorano a turni sono fra i lavoratori addetti a mansioni gravose con diritto alla pensione anticipata precoci o all’Ape social. Non ho capito se il suo attuale lavoro in laboratorio si svolge a turni o meno. Questo è fondamentale nel suo caso, perché la norma prevede che il lavoro gravoso debba essere svolto per almeno sei anni negli ultimi sette anni.

Per quanto riguarda gli infermieri, poi, la legge prevede espressamente che il diritto a rientrare nelle mansioni gravose preveda lo svolgimento del lavoro a turni. Quindi, se lei anche oggi in ambulatorio lavora a turni, soddisfa il requisito, in caso contrario no.

=> Elenco lavori gravosi con diritto a pensione agevolata

Gli addetti a mansioni gravose (articolate in 11 categorie) possono accedere all’APe Social (con 63 anni di età e 36 di contributi) o alla pensione precoci con quota 41.

Per rientrare fra i precoci, lei dovrebbe anche avere un anno di contributi versati entro il compimento del diciannovesimo anno di età. Se lei ha questo requisito, può validamente presentare domanda di pensione anticipata precoci, in base a quanto previsto dal comma 199 e seguenti della Legge di Stabilità 2017 (legge 232/2016). Per accedere nel 2018, deve presentare domanda entro il primo marzo 2018. Tenga presente che dal 2019 il requisito contributivo sommerà lo scatto di cinque mesi dovuto all’adeguamento delle aspettative di vita, quindi ci vorranno 41 anni e cinque mesi di contributi.

Chi presta l’attività a turni notturni rientra però anche negli addetti a mansioni usuranti purchè si svolga tale attività per almeno 78 giorni l’anno in sette anni degli ultimi dieci di vita lavorativa (confr.: legge 67/2011, articolo 1, comma 1, lettera b).

=> Lavori usuranti e mansioni gravose “pensionabili”

Ecco i requisiti per i lavori notturni:

  • più di 77 notti lavorate all’anno: quota 97,6 per i dipendenti e 98,6 per gli autonomi;
  • fra 72 e 77 notti lavorate all’anno: 98,6 per i dipendenti, e 99,6 per gli autonomi;
  • da 64 a 71 notti lavorate all’anno: quota 99,6 per i dipendenti a 100,6 per gli autonomi.

Questi lavoratori non applicano gli adeguamenti alle speranze di vita dal 2019 al 2025. Significa che i requisiti sopra descritti non subiranno modifiche fino al 31 dicembre 2026.