Patto di non concorrenza: recesso e rivalutazione del corrispettivo

Risposta di

Barbara Weisz

scritto il

Cristian chiede

Circa nove anni fa sono stato assunto da un’azienda che ha inserito nel contratto di assunzione anche una sezione relativa al patto di non concorrenza dove si riporta validità temporale, territoriale e definizione del settore in concorrenza. E’ altresì riportato il corrispettivo riconosciuto alla risoluzione del contratto. Vi è però anche una sezione dove l’azienda si riserva la facoltà di non avvalersi del patto di non concorrenza sia prima che alla risoluzione del rapporto (recesso unilaterale): è consentito dalla legge questo comportamento? Questa clausola fa decadere il patto permettendomi di andare a lavorare da un concorrente? L’importo riconosciuto come contropartita alla data dell’assunzione è di molto inferiore rispetto allo stipendio oggi corrispostomi dall’azienda: è prevista una rivalutazione in caso di cessazione del rapporto di lavoro ove si rispetti il patto?

Barbara Weisz risponde

L’azienda non può recedere in modo unilaterale dal patto di non concorrenza, quindi la clausola è nulla: ci sono in questo senso diverse pronunce della Cassazione. Ad esempio, con sentenza 10535 del 2020 la Suprema Corte ribadisce l’orientamento a più riprese espresso in base al quale:

la previsione della risoluzione del patto di non concorrenza rimessa all’arbitrio del datore di lavoro concreta una clausola nulla per contrasto con norme imperative.

Quindi sono nulle clausole sul recesso come quella applicata dal suo contratto, che prevedono la possibilità di recedere dal patto di non concorrenza in modo unilaterale dal datore di lavoro, perché i rispettivi obblighi si cristallizzano nel momento in cui viene sottoscritto il patto. Detto questo, mi pare che ad essere nulla è la sola clausola sul recesso unilaterale e non la validità del patto di concorrenza. In altri termini, anche se il patto è valido l’azienda non può recedere in modo unilaterale ma neanche il lavoratore può farlo. Trattandosi di un aspetto tecnico, legato alla formulazione dei termini dell’accordo, è necessario tuttavia consultare un esperto della materia.

Per quanto riguarda il corrispettivo pattuito al momento della stipula del patto di non concorrenza, non è raro il caso un cui, con il passare del tempo, il suo importo risulti non più adeguato e congruo. La previsione di una sua rivalutazione, tuttavia, dovrebbe essere parte integrante del patto stesso, tanto più che anche su questo aspetto è possibile incorrere nella nullità del patto stesso, perché il pagamento del corrispettivo deve risultare congruo rispetto ai vincoli imposti dal patto.  In ultima analisi, è fondamentale valutare caso per caso, facendo valutare in dettaglio il contratto siglato da un esperto.