NASpI e contributi da preavviso

Risposta di

Barbara Weisz

scritto il

Roberto chiede

Nel calcolo del periodo di spettanza dell’indennità NASPI, INPS non ha considerato come periodo lavorativo il preavviso non lavorato di 6 mesi come Dirigente. L’azienda su questo periodo ha versato i contributi. E’ corretto?

Barbara Weisz risponde

Ai fini del calcolo del sussidio di disoccupazione NASpI, l’INPS dovrebbe considerare validi tutti i contributi versati, quindi anche quelli a cui fa riferimento, che l’azienda ha pagato per il preavviso (anche se non lavorato). Il dubbio potrebbe sussistere nel caso di contributi dovuti ma non pagati, ma non a fronte di versamenti regolarmente effettuati dall’azienda. Controlli se i sei mesi di contributi a cui lei va riferimento sono effettivamente stati versati.

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Chieda eventualmente anche altri pareri, visto che si tratta di un caso particolare. La mia interpretazione dipende dal fatto che la circolare attuativa INPS, 94/2015, specifica che a fini del diritto sono valide tutte le settimane retribuite, purché per esse risulti, anno per anno, complessivamente erogata o dovuta una retribuzione non inferiore ai minimali settimanali. Il riferimento quindi è alle settimane retribuite, non a quelle lavorate. Mi pare che il suo caso sia quindi ricompreso.

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Non ho capito se il calcolo effettuato dall’INPS incida sulla durata della prestazione (che è al massimo pari a due anni, nel caso in cui siano interamente coperti da contributi i quattro anni precedenti all’interruzione del rapporto di lavoro), oppure sull’importo dell’assegno: quest’ultima ipotesi mi pare difficile, trattandosi di uno stipendio da dirigente, perché in ogni caso la NASpI non può superare i 1300 euro e si riduce poi del 3% al mese a partire dal quarto mese di fruizione.

In sintesi, nel suo caso – se il suo rapporto di lavoro è durato più di quattro anni – credo che il calcolo dei sei mesi di aspettativa sia ininfluente, perché comunque lei prende l’indennità per due anni (periodo massimo) e nella misura massima.