Maternità, dimissioni e NASpI

Risposta di

Noemi Ricci

scritto il

Eleonora M. chiede

Ho presentato domanda NASpI all’INPS, dopo aver concordato le dimissioni volontarie con la mia azienda a qualche mese dal termine della maternità (compimento del 1° anno del bambino). L’INPS ha però respinto la mia richiesta, pertanto vorrei presentare ricorso. Secondo voi ci sono i margini?

 

Noemi Ricci risponde

Diversamente dalle dimissioni ratificate in un periodo di lavoro ordinario, quelle durante la maternità permettono di percepire la NASpI. Generalmente infatti la NASpI non spetta in caso di dimissioni volontarie (non per giusta causa) o di risoluzione consensuale. Spetta però in caso di dimissioni durante il periodo tutelato di maternità ex art.55 del D.Lgs. n.151 del 2001 (da 300 giorni prima della data presunta del parto e fino al compimento del primo anno di vita del figlio), a patto che le dimissioni siano state convalidate, a norma dell’art. 4, comma 17 e seguenti della Legge n. 92/2012.

=> Guida alla convalida delle dimissioni

La riforma del mercato del lavoro (Legge n. 92 del 2012, art. 55 comma 4 del Decreto Legislativo n. 151 del 2001) ha infatti introdotto la procedura di convalida delle dimissioni, con particolare riferimento alle dimissioni delle lavoratrici madri per un periodo pari ai primi tre anni di vita del bambino, norma volta a contrastare il fenomeno delle cosiddette dimissioni in bianco.

A tutela del particolare momento di fragilità in cui si trova la lavoratrice in stato di gravidanza/maternità è dunque necessario che le dimissioni nel periodo fino ad un anno di età del bambino siano convalidate dal servizio ispettivo del Ministero del Lavoro competente per territorio.

=> Dimissioni lavoratrice madre e NASPI

Credo pertanto che, nel caso sia stata seguita tale procedura, vi siano i margini per presentare ricorso all’INPS.