Interruzione NaspI per la pensione

Risposta di

Barbara Weisz

scritto il

Giulio chiede

Se il diritto alla NASpI è di 24 mesi e dopo 20 mesi di sussidio raggiungo 41 anni di contributi, si può interrompere il trattamento per fare domanda di pensione?

Barbara Weisz risponde

Nel momento in cui si raggiunge il diritto a pensione, lo si può esercitare qualunque sia la situazione lavorativa. Le faccio però presente che 41 anni di contributi non sono sufficienti per andare in pensione anticipata, la normativa prevede che ci vogliano 42 anni e dieci mesi per gli uomini e 41 anni e dieci mesi per le donne, entrambi requisiti che dal 2019 si innalzano di cinque mesi.

L’unico caso in cui è prevista la pensione anticipata con 41 anni di contributi, è quello dei lavoratori precoci, che cioè hanno almeno un anno di contributi accreditati entro il compimento dei 19 anni.

Se lei rientra in questo caso, non può però chiedere la pensione prima di terminare la NASpI. Per rientrare nella platea della pensione agevolata precoci, introdotta dalla legge di stabilità 2017 (legge 232/2016), bisogna rientrare anche in una fra le quattro tipologie di lavoratori previsti, fra cui ci sono anche i disoccupati involontari che percepiscono gli ammortizzatori sociali (mi pare sia il suo caso).

Per presentare la domanda di pensione precoci con la quota 41, però, bisogna aver terminato la NASpI. Non solo: per avere poi diritto alla pensione, ci vogliono anche almeno tre mesi di inoccupazione successivi al termine degli ammortizzatori sociali. Trova tutti i riferimenti di prassi nella circolare INPS 99/2017.

In estrema sintesi, si può presentare una prima domanda (di certificazione del diritto) al termine della NASpI, mentre per la richiesta di pensione precoci bisogna anche avere terminato il trimestre di inoccupazione.

Tenga presente che il termine 2018 per la domanda di pensione precoci è scaduto lo scorso primo marzo. E’ ancora possibile presentare la richiesta, entro il 30 novembre 2018, ma non c’è la certezza che venga elaborata dall’INPS: le domande successive al primo marzo vengono considerate solo nel caso in cui ci siano ancora risorse disponibili.