IMU e tasse casa: regole per eredi

Risposta di

Barbara Weisz

scritto il

Utente di PMI chiede

Abbiamo effettuato con il notaio la ricognizione catastale di un edificio-comparto, ricostruito dopo il sisma del 1980, con diversi proprietari, nel quale esiste una casa di proprietà della nostra defunta madre, assegnata a me e mio fratello (unici due figli), con una quota disponibile ad un nipote per volontà testamentaria della nonna e al coniuge superstite per la quota a lui spettante. Ebbene: chi deve pagare le tasse locali e nazionali (IMU, Irpef, ecc.) il coniuge superstite che vive nella casa coniugale o noi assegnatari di un diritto pro quota?

Barbara Weisz risponde

Se capisco bene la sua domanda, lei chiede chi deve pagare le tasse sulla casa nel caso di decesso del proprietario: ebbene, direi che nel vostro caso spettino a suo padre, in qualità di titolare del diritto reale sull’immobile.

=> IMU e TASI 2017, come e quando pagare

La regola è che il pagamento delle imposte sugli immobili spetti al coniuge superstite, anche se ci sono figli che hanno ereditato le rispettive quote. Per quanto riguarda l’IMU, le segnalo che in questo senso c’è anche una recente sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Reggio Emilia (numero 103 del febbraio 2017) secondo cui il principio in base al quale l’IMU non spetta agli eredi, ma al coniuge superstite che continua ad abitare in casa sua.

Comunque sia, tutte le tasse sugli immobili sono a carico del coniuge superstite: lo prevede l’articolo 540 del Codice Civile, in base al quale il coniuge mantiene sempre il diritto di abitazione nella casa coniugale, anche nel caso in cui ci siano altri eredi. La norma tutela in questo modo un diritto del coniuge superstite, che però si assume tutti gli oneri di carattere fiscale legati all’abitazione. E’ sempre il coniuge superstite a indicare in dichiarazione, nel quadro dedicato al possesso di immobili, i relativi redditi.