Illeciti sul lavoro, come denunciarli e ottenere giustizia

Risposta di

Michele Bolpagni

scritto il

Martina D. chiede

Lavoro come estetista presso un centro estetico di luce pulsata (IPL), assunta con contratto part-time a tempo indeterminato “Barbieri/parrucchieri/acconc.“, qualifica “Addetto a cure estetiche”, livello “4”.

La prima domanda è: “poiché sono in possesso di diploma di estetista dipendente (2°anno) e specializzata (3°anno), oltre che essere diplomata presso un istituto tecnico (istruzione secondaria), non dovrei essere assunta almeno con livello “3”, con adeguato trattamento economico?

La seconda domanda è: “poiché non mi viene consentito di fruire di permessi, ex-festività, giorni ferie se non durante la chiusura forzata di una settimana, essendo per giunta parzialmente retribuita in nero senza accesso all’intero bonus Renzi, cosa posso fare per far valere i miei diritti?

Michele Bolpagni risponde

In base alle affermazioni della lettrice, il livello attribuito all’assunzione sembra in effetti inferiore a quello spettante, quantomeno dovrebbe essere il 3° in quanto il 4° livello è attribuibile solo a chi non possiede alcun attestato professionale (con riferimento al CCNL Barbieri, Parrucchieri ed Acconciatori).

Per quanto concerne permessi e ferie, quanto sostenuto dalla titolare è contrario alle disposizioni contrattuali e di Legge. Solo per restare in tema di ferie il D.Lgs.66/2003 e l’art.36 della Costituzione stabiliscono un periodo minimo di 4 settimane (retribuite ed irrinunciabili) per ogni anno di servizio, due delle quali nell’anno di maturazione e le altre entro 18 mesi dal termine del medesimo anno. La mancata fruizione delle 4 settimane nel periodo stabilito dalla normativa è sanzionata amministrativamente.

L’insieme di queste irregolarità, sommato alle ore pagate in nero con presunta appropriazione indebita di parte del “bonus Renzi”, inducono a consigliare di rivolgersi alla sezione ispettiva del Ministero del Lavoro, territorialmente competente, che saprà aiutare la lettrice attraverso l’avvio di una procedura di “conciliazione monocratica”. A coadiuvarla in questo iter, finalizzato alla tutela dei suoi interessi, potrà essere un Consulente del Lavoro, un sindacalista o un avvocato.

Michele  Bolpagni, Consulente del Lavoro