Esclusione dai ristori per cessione immobiliare: quali alternative?

Risposta di

Barbara Weisz

scritto il

Carlo chiede

Amministro una società commerciale di articoli per la premiazione sportiva. La perdita di fatturato causa Covid è pari al 65% ma, avendo venduto un immobile intestato alla società a gennaio 2020, non rientriamo nel calcolo dei ristori.
Danno e beffa?

Barbara Weisz risponde

Lei scrive di aver venduto un immobile e che, a causa di questa entrata, non rientra negli indennizzi. Ora, mi pare che il criterio previsto dal decreto 41/2021 si basi sul fatturato. Mi pare pertanto rilevante il modo in che modo la  cessione è stata valorizzata nel bilancio: se per esempio si tratta dei proventi di un immobile patrimonio, quindi rientranti nelle plusvalenze, questo reddito potrebbe non rilevare.

Se così invece non fosse, le confermo che purtroppo sono molte le situazioni che generano una esclusione dal ristoro. Nel senso che non è infrequente il caso di attività economiche che, pur avendo subito impatti economici anche importanti a causa della pandemia, non rientrano nei requisiti per l’accesso ai contributi a fondo perduto del decreto Sostegni.

In arrivo c’è un nuovo provvedimento (Sostegni bis o Decreto Imprese) con aiuti alle attività economiche meglio strutturati: in base alle anticipazioni potrebbe prevedere un nuovo meccanismo, che tenga conto di diverse voci di bilancio, in modo da allargare la platea degli aventi diritto. Naturalmente, non possiamo sapere se il suo specifico caso sarà ricompreso fino a quando non uscirà il nuovo decreto, al momento non si può nemmeno escludere che venga riproposto lo stesso meccanismo precedente.