Diritto ai buoni pasto in allattamento

Risposta di

Noemi Ricci

scritto il

Tania B. chiede

Il mio orario di lavoro è di 6 ore giornaliere per 5 giorni settimanali. Ad agosto ho avuto un figlio: rientrando a lavoro mi dicono che non ho più diritto fino all’anno del bimbo del buono pasto. Ma se per le ferie devo scalare 6 ore visto che le ore di allattamento sono considerate di lavoro, allora perché per il buono pasto il discorso è diverso?

Noemi Ricci risponde

Con riferimento alle lavoratrici madri e ai lavoratori padri che, avendo i requisiti previsti dalla legge, usufruiscono dei periodi di riposo ex. art. 39 D.Lgs. n. 151/2001, va ricordato che tale disciplina equipara i cosiddetti permessi per allattamento alle vere e proprie ore lavorative “agli effetti della durata e della retribuzione del lavoro”.

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La diretta conseguenza, spiega la stessa Agenzia delle Entrate, è che le ore fruite a tale titolo possono essere considerate nel computo delle ore richieste per l’accesso al beneficio contrattuale dei buoni pasto, a patto però che risultino comunque soddisfatte le condizioni previste dal CCNL di riferimento.

Solitamente, i contratti collettivi nazionali di lavoro (CCNL) prevedono l’accesso al beneficio contrattuale del buono pasto solo quando il dipendente effettui effettivamente almeno 6 ore lavorative giornaliere, effettuando comunque una pausa pranzo non inferiore ai 30 minuti, seguita da una ripresa dell’attività lavorativa al termine della pausa.

Ricordiamo infatti che la pausa si configura come elemento indispensabile per aver diritto al buono pasto, che ha lo scopo di consentire al dipendente – laddove non sia previsto un servizio mensa – la fruizione del pasto al fine di garantire allo stesso il benessere psico-fisico necessario per la prosecuzione dell’attività lavorativa anche nelle ore pomeridiane.

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Nel caso specifico, a fronte dei cosiddetti permessi per allattamento, la lavoratrice effettua meno di 6 ore effettive di lavoro, probabilmente uscendo prima della pausa pranzo, senza poi riprendere l’attività lavorativa, per questo i buoni pasto non le spettano.

Fonte: Agenzia delle Entrate.