Coronavirus: contagio in azienda

Risposta di

Barbara Weisz

scritto il

Claudio chiede

Se in un ufficio aziendale una collega è stata messa in isolamento per il coronavirus, cosa possono fare i colleghi dipendenti? Possono rimanere a casa? Quali misure prendere anche se il datore di lavoro non vuole chiudere?

Barbara Weisz risponde

Le persone che ritengono di essere esposte al rischio coronavirus, ad esempio per aver avuto contatti con un paziente o con un collega positivo al test Covid 19, devono mettersi in quarantena.

Se c’è in azienda una persona che si trova in divieto assoluto di mobilità dalla propria abitazione o in quarantena da coronavirus, direi che tutti coloro che hanno avuto contatti con lei dovrebbero mettersi in quarantena.

Il protocollo dovrebbe essere rispettato a partire dalla segnalazione da parte del datore di lavoro alle autorità competenti, che a loro volta provvedono ad applicare la quarantena fiduciaria. L’importante è che si operi secondo le direttive e nel rispetto totale della privacy.

Attenzione infatti a verificare che le informazioni siano corrette: la quarantena vale solo nel caso in cui effettivamente ci sia stato un rischio in questo senso. Il datore di lavoro, al quale le autorità sanitarie possono aver comunicato la presenza in azienda di persone positive al test, è tenuto a prendere provvedimenti specifici (indipendentemente dal fatto che decida di chiudere o meno l’attività). Quindi, per esempio, chiunque lavori nella stessa sede in cui è stato evidenziato il rischio, dovrebbe stare in quarantena di 15 giorni.

=> Coronavirus: obblighi e direttive per dipendenti e datori di lavoro

Questo vale anche per i singoli individui. Chiunque sappia di essere stato a contatto con persone positive al test deve precauzionalmente mettersi in quarantena per 15 giorni.

In caso di inadempienze del datore di lavoro (che dovrebbe comunque essere informato per primo da parte del diretto interessato), la decisione di avviare il protocollo di segnalazione può essere anche presa individualmente dai singoli dipendenti.

La quarantena viene considerata come un periodo di malattia, dal punto di vista del rapporto di lavoro. Ci vuole però un certificato medico. I medici di medicina generale hanno ricevuto tutte le indicazioni dall’INPS per sapere con precisione come comportarsi (prescrivendo di volta in volta quarantena, isolamento fiduciario, e via dicendo).