Contributi coincidenti: totalizzazione gratuita per una pensione più ricca

Risposta di Barbara Weisz

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Maurizio chiede:

Sono libero professionista. Per il passato, mi ritrovo anche dieci anni di contribuzione coincidente INPS (come dipendente) ed ENPAV (perchè iscritto all’ordine), quindi non unificabili (per es. totalizzazione o ricongiunzione). Sono dunque perduti?

I contributi coincidenti non si perdono ma vanno a incrementare l’importo della pensione (o, nel caso in cui siano sufficienti, dar luogo a due diverse pensioni, ma non mi sembra il suo caso).

I contributi versati nello stesso periodo in più gestioni previdenziali diverse valgono dunque per la misura, ossia per il calcolo dell’assegno anche quando non possono essere considerati per il raggiungimento del requisito ai fini di un diritto autonomo a pensione presso una singola gestione.

In ogni caso, questo criterio vale anche per il cumulo gratuito dei contributi: se è vero non si possono sommare gratuitamente periodi coincidenti ai fini del conseguimento del diritto, è anche vero che ai fini del calcolo si considerano tutti i versamenti effettuati, quindi alla fine la pensione sarà più alta.

Per valorizzare i suoi contributi coincidenti anche ai fini del diritto, l’unico strumento percorribile è quello della totalizzazione dei versamenti nelle due casse, calcolando così la pensione sull’intera contribuzione versata. Questo strumento permette di sommare i periodi assicurativi e di conseguire il diritto ad una pensione unica. Lo svantaggio è quello di subire un ricalcolo contributivo. La totalizzazione può essere richiesta per:

  • pensione di vecchiaia o di anzianità contributiva;
  • pensione di inabilità totale e permanente;
  • pensione indiretta ai superstiti.

Come altro requisito, è previsto un minimale di anni contributivi in ciascuna gestione.

In questo caso, i versamenti restano nelle rispettive gestioni ma si sommano ai fini dell’ammontare dell’assegno, anche se continuano a non poter essere sommati per raggiungere il minimale necessario ad andare in pensione. Ogni istituto previdenziale, nel momento i cui si chiederà la pensione, effettuerà poi un calcolo pro rata, applicando le proprie regole su i contributi versati, anche se coincidono con versamenti effettuati presso altri enti.

In sintesi: si lasciano i contributi nelle diverse gestioni ma ci si fa pagare un’unica pensione calcolando l’assegno pro rata e con sistema contributivo.

 

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