Codice EORI alla Dogana: novità e restrizioni

Risposta di

Barbara Weisz

scritto il

Gabriele chiede

Mi occupo di rimborsi IVA ed Accise sui carburanti nei paesi UE, i clienti sono soprattutto trasportatori. Le dogane hanno iniziato a negare richieste di rimborso alle suddette ditte in quanto non in possesso di codice EORI o con intestazione non corrispondente su motore di ricerca EORI. Fra l’altro si chiede anche l’aggiornamento dati su sistema EOS ma, a mio avviso, questi sono obblighi per chi fa operazioni doganali e non chi trasporta merci in libera pratica, non vincolante per nessun altro regime doganale all’interno del territorio doganale dell’Unione.

Barbara Weisz risponde

E’ vero che un fornitore o trasportatore stabilito nell’Unione europea che non interviene in attività doganali e fornisce o provvede al trasporto di materie prime in libera pratica a un produttore stabilito nella UE non è tenuto a chiedere il codice EORI.

Tuttavia, lo scorso ottobre sono entrate in vigore una serie di novità.

In primis la nuova procedura telematica per diventare Operatori Economici Autorizzati: (AEO – Authorized Economic Operator).

Sempre dalla stessa data sono disponibili nuove applicazioni online – riguardanti le Informazioni tariffarie vincolanti (ITV) e gli AEO – fruibili mediante il GTP (Generic Trader Portal) ed il Sistema EOS (Economic Operator Systems), una sorta di fusione tra EORI ed AEO.

Per accedervi, l’operatore economico deve essere in possesso del codice EORI valido.

Questi i possibili motivi delle nuove richieste doganali. Il codice EORI è ad esempio necessario per alcune specifiche richieste, anche laddove il soggetto non è tenuto a possederlo.

In generale, si tratta di una revisione delle procedure finalizzate alla digitalizzazione dei processi per una loro integrazione, nonché per garantire più automatismi nei controlli.

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