Caregiver: trasferimento di accompagnamento Legge 104

Risposta di

Barbara Weisz

scritto il

Vincenzo chiede

Vivo con mia madre, titolare di Legge 104 con accompagnamento. A farle da caregiver familiare è mio fratello, il quale però adesso è andato in pensione. E’ possibile trasferire a me il sussidio di accompagnamento?

Barbara Weisz risponde

L’indennità di accompagnamento è riconosciuta ai soggetti invalidi ed è ad essi legata, non al familiare che a loro da caregiver. Pertanto, se nella pratica è lei a svolgere adesso tale ruolo, nulla cambia per quanto concerne la prestazione economica mentre invece passano a lei le eventuali agevolazioni lavorative previste in questi casi.

Si tratta dei permessi di lavoro previsti per chi ha in cura familiari invalidi accertati, e di un eventuale congedo straordinario di due anni.

  • Per quanto riguarda i permessi riconosciuti ai caregiver, il riferimento è l’articolo 33 della legge 104/1996, in base alla quale si possono utilizzare tre giorni al mese di permesso retribuito, coperto da contribuzione figurativa. Questo diritto è riconosciuto ai parenti e affini entro il secondo grado (anche fino al terzo grado in determinati casi), quindi i figli sono compresi. Il caregiver deve essere convivente con la persona a cui presta assistenza. Questi permessi sono previsti per un solo lavoratore per ogni persona da assistere. Quindi, in considerazione del fatto che suo fratello è andato in pensione, direi che lei ne ha diritto.
  • C’è poi il congedo previsto dal dlgs 151/2001, articolo 42, comma 5,  che può arrivare a un massimo di due anni nell’arco dell’intera vita lavorativa, è retribuito con un’indennità, ed è coperto da contribuzione figurativa. IL diritto a questo congedo spetta in prima istanza al coniuge, oppure ai genitori, ma se non ci sono nè il coniuge nè i genitori può essere utilizzato dai figli o da fratelli e sorelle.

Deve poi controllare quali forme di supporto per caregiver familiari siano previste dalla sua Regione, magari consultando il portale web ufficiale: potrebbero essere previsti a livello locale assegni o prestazioni. Ci sono infatti dei fondi nazionali che prevedono il riconoscimento della figura dei caregiver, ma vengono gestiti direttamente dalle Regioni, che bandiscono specifiche misure con specifiche regole.