Aspettativa ricongiungimento coniuge estero: casi particolari

Risposta di

Barbara Weisz

scritto il

Francesca chiede

Un dipendente pubblico può chiedere l’aspettativa per il ricongiungimento con il coniuge all’estero anche se questi non ha un contratto di lavoro privato ma decide di avviare un’azienda o aprire partita IVA all’estero?

Barbara Weisz risponde

La legge prevede che il dipendente pubblico possa chiedere l’aspettativa per ricongiungimento con il coniuge solo se quest’ultimo è un lavoratore dipendente.

In base alle leggi, infatti, tale aspettativa è prevista se il coniuge presta «servizio all’estero per conto si soggetti non statali» (legge 26/1980). La formulazione non sembra quindi potersi riferire a un lavoro imprenditoriale o autonomo.

Nel caso in cui suo marito aprisse un’azienda all’estero e ne risultasse anche dipendente, potrebbe eventualmente ricadere nella fattispecie sopra riportata. Le consiglio quindi di verificare se il contratto di lavoro che le viene applicato prevede in questo senso regole particolari.

=> Aspettativa per ricongiungimento familiare

In alternativa potrebbe chiedere l’aspettativa per motivi familiari, fattispecie che consente una certa flessibilità.  L’articolo 4 della legge 53/2000 disciplina i periodi di congedo prevedendo diverse tipologie, fra cui i motivi familiari. Che in realtà dovrebbero essere gravi e documentati, ma ci sono forse margini di discrezionalità. I contratti possono infatti prevedere condizioni migliorative, consentendo l’aspettativa con una certa flessibilità

Si tratta, lo ricordiamo, di un periodo non retribuito e quindi non oneroso per l’azienda, che però assicura al dipendente il mantenimento del posto di lavoro. Il congedo per motivi familiari può arrivare fino a due anni.