Arretrati APe senza proroga: scadenza incostituzionale?

Risposta di

Barbara Weisz

scritto il

Francesco chiede

Si potrebbe prospettare un caso di incostituzionalità considerando il fatto che le domande di richiesta certificazione per l’APE Volontaria sono state aperte il giorno 13 Febbraio prevedendo 60 giorni per la risposta INPS, dunque lasciando solo a quelle dei primi giorni la certezza di ricevere gli arretrati. Perché non è stata prevista una proroga, tipica in questi casi?

 

 

 

 

 

Barbara Weisz risponde

Pubblico volentieri la sua considerazione ora che la situazione si è sbloccata, con la possibilità di presentare la domanda di APE Volontaria in tempo per la scadenza del 18 aprile. Non so se si possano sollevare o meno questioni di incostituzionalità, ma certamente si rileva una tempistica poco agevole per chi intende chiedere gli arretrati.

In pratica, le procedure per presentare la domanda definitiva di APE volontaria, complete di richiesta di retroattività, sono aperte dal 12 aprile. Significa che ci sono solo pochi giorni di tempo per inviare validamente la richiesta di APE retroattivo, visto che la scadenza resta il 18 aprile. E’ effettivamente difficile comprendere il motivo per cui non sembra si stiano considerando proroghe, che come lei giustamente rileva vengono spesso previste in casi analoghi.

Fra l’altro, non si può escludere che ci siano persone che hanno già presentato la prima domanda, quella di certificazione del diritto, senza aver però ricevuto dall’INPS la risposta in tempo per presentare la domanda di APE retroattiva entro il 18. Come lei stesso ricorda, l’istituto ha 60 giorni di tempo per rispondere, quindi chi ha chiesto la certificazione del diritto dopo il 18 febbraio rischia di restare fuori.