APE Volontario e pensione: dubbio interpretativo

Risposta di

Barbara Weisz

scritto il

Luigi chiede

La circolare INPS n.28 del 13.2.2018 dispone che le domande di pensione di vecchiaia presentate coevemente alla domanda di accesso all’APE volontario non debbano “essere respinte ma tenute in apposita evidenza ….”. Tale domanda, a mio modesto parere, dovrebbe piuttosto essere accolta definitivamente quanto al regime applicabile (retributivo, misto, contributivo) ed ai termini economici vigenti all’atto della presentazione, salva ovviamente la decorrenza degli effetti al conseguimento del requisito anagrafico.
In difetto, appare forte il rischio che riforme pensionistiche successive al perfezionamento dell’APE volontario ed alla presentazione della domanda di pensione di vecchiaia possano modificare anche sensibilmente l’equilibrio su cui l’istituto si fonda, con conseguente rischio bancario nel ripagamento del prestito ed altrettanto disagio da parte del pensionato, che potrebbe vedersi decurtare una parte insostenibile dell’assegno pensionile per effetto dell’inauspicata, quanto non escludibile, modifica della normativa applicabile.

Barbara Weisz risponde

In linea del tutto teorica il rischio che lei rileva esiste: la normativa e i documenti di prassi relativi all’APE volontaria non escludono che un intervento di riforma pensioni possa influire sulla decorrenza del futuro trattamento di vecchiaia di chi percepisce l’anticipo previdenziale.

Ci sono però alcune considerazioni che, a mio avviso, portano a ritenere molto basso. il rischio che si crei un nuovo caso esodati:

  • l’APE volontario è sostanzialmente un finanziamento bancario, l’allontanarsi della pensione si tradurrebbe quindi in una diversa riformulazione del piano di ammortamento.
  • si tratta di un prestito coperto da fondo di garanzia, concesso in base a specifica convenzione che ha come riferimento una legge.

Proprio il caso esodati – che ha richiesto otto operazioni di salvaguardia per tutelare coloro che erano rimasti senza stipendio e senza pensione per effetto della Riforma 2011 che ha allontanato l’età pensionabile – suggerisce prudenza, nel senso che difficilmente il legislatore ripeterà lo stesso errore.

Sembra molto più realistico pensare che eventuali riforme previdenziali che intervengano sull’età pensionabile vengano formulate tutelando, sin dall’inizio, tutti coloro che percepiscono l’APE.