APe Social in Edilizia: le mansioni gravose

Risposta di

Barbara Weisz

scritto il

Domenico M. chiede

Ho 63 anni e 5 mesi e quai 40 anni di contributi. Ho lavorato nel settore edile per 16 anni e da quasi 5 svolgo un lavoro notturno per sei giorni settimanali. Dal momento che l’edilizia è considerato lavoro gravoso e quello notturno usurante, a quale APe potrei accedere: Volontaria o Social?

Barbara Weisz risponde
Certamente dovrebbe avere i requisiti per chiedere l’APe Volontaria. È inoltre possibile che abbia diritto anche alla pensione anticipata per lavori usuranti. Non credo abbia invece diritto all’APe Social, a meno che anche il lavoro attuale così come il precedente sia ricompreso fra le mansioni gravose esplicitamente previste dalla Legge di Stabilità.
Le illustro le diverse possibilità:
APe Social: le mansioni gravose devono essere fra quelle definite dalla stessa legge (Allegato C) che, per quanto riguarda l’edilizia, sono: operai edilizia, conduttori di gru o macchinari per la perforazione nelle costruzioni. Devono essere state svolte in via continuativa negli ultimi sei anni. Gli altri requisiti necessari: almeno 63 anni di età, 36 anni di contributi. Lei ha senz’altro il requisito anagrafico e quello contributivo, deve però verificare di rientrare fra i lavori gravosi previsti dalla lettera d, comma 179, Legge di Bilancio 2017.

Lavori usuranti: sono quelli previsti dal decreto legislativo 67/2011, fra cui sono anche i lavori notturni. Bisogna averli svolti per la metà della vita lavorativa, oppure per almeno sette anni negli ultimi dieci di lavoro. In questo caso, c’è il diritto alla pensione anticipata con la quota 97,6, con età minima di 61 anni e sette mesi e almeno 35 anni di contributi). Se il lavoro nell’edilizia da lei svolto non rientra fra quelli usuranti, non ha ancora maturato il requisito dei sette anni negli ultimi dieci.

=> Lavoro gravoso e usurante a confronto

APe Volontaria: in questo caso, lei dovrebbe avere tutti i requisiti per chiederlo, che sono almeno 63 anni di età, 20 anni di contributi, al massimo tre anni e sette mesi dalla pensione di vecchiaia, un assegno maturato pari ad almeno 1,4 volte il minimo (circa 700 euro lordi).