APe Aziendale: quando conviene, i casi

Risposta di

Barbara Weisz

scritto il

Bruno chiede

Sono nato il 28 Novembre 1952. L’azienda per cui lavoro mi ha proposto 25.000 euro di buonuscita. Andrò in pensione il 1° dicembre 2019 e ho 29,5 anni di contributi. Andando in disoccupazione maturerò i 30 anni per l’APe social? Conviene accettare o continuare il rapporto di lavoro e per quanto tempo?

Barbara Weisz risponde

Credo di si, anche se è meglio aspettare i decreti attuativi. Il testo della Legge di Stabilità non esclude la contribuzione figurativa, quindi anche in disoccupazione lei dovrebbe maturare il requisito.

In realtà nel suo caso potrebbe esserci la possibilità di utilizzare l’APe aziendale, visto che mi pare ci sia un procedimento di ristrutturazione aziendale in corso. Il riferimento normativo è il comma 172 della Legge di Stabilità.

Ci vogliono i seguenti requisiti: 63 anni di età, 20 anni di contributi, meno di 3 anni e 7 mesi alla pensione di vecchiaia. Mi pare che lei rientri in tutte queste categorie. Il vantaggio, rispetto all’APe volontaria, è che l’impresa aumenterebbe il suo montante contributivo versando all’INPS una somma corrispondente a quella che lei percepirebbe con la sua retribuzione. L’INPS le verserebbe il trattamento di anticipo, che lei poi restituirebbe a rate quando maturerà la pensione, che però sarebbe così incrementata dai contributi in più versati dall’azienda. Quindi, i versamenti dell’azienda dovrebbero di fatto alzare la pensione ripagando di fatto le rate.

Un’altra possibilità potrebbe essere l’esodo per la pensione previsto dalla Riforma Lavoro 2012 (legge 92/2012, articolo 4, commi da 1 a 7-ter, modificata dalla legge 221/2012 di conversione del dl 179/2012). Consente di andare in pensione a coloro a cui mancano al massimo 4 anni dalla pensione di vecchiaia, sempre con un trattamento pagato dall’azienda.

In questo articolo, trova alcune informazioni su entrambe le possibilità:

=> APE aziendale e incentivi all’esodo a confronto