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Fornero: salvi 130mila esodati, riforma pensioni intoccabile

di Noemi Ricci

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Sugli esodati il ministro Fornero apre alla salvaguardia di altri 10 mila lavoratori, per un totale di 130mila persone, ma la riforma delle pensioni non si cambia.

Sono ancora migliaia i lavoratori esodati da salvaguardare dalla riforma delle pensioni del Governo Monti, che il ministro del Welfare Elsa Fornero, nonostante abbia ammesso di aver commesso degli errori nella revisione del sistema previdenziale, continua a ribadire: la riforma non si cambia.

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Fornero si è dimostrata disponibile a garantire salvaguardia per 130mila lavoratori esodati in totale: nulla di nuovo, dunque, rispetto a quanto già si sapeva.

Dunque, Fornero si limita a citare soltanto i 10 mila in più rispetto a quelli per i quali sono stati già elaborati due specifici decreti (quello per i primi 65 mila e l’altro per 55mila esodati).

«Per quanto riguarda gli esodati, il Governo ha cominciato a considerare salvaguardie che hanno interessato finora 120mila persone, alle quali se ne possono aggiungere altre circa 10mila» connessi al meccanismo della finestra mobile 2010 introdotta dall’ex-ministro Sacconi. Ora circa 130.000 hanno la salvaguardia, ha precisato il ministro.

Nessuna dichiarazione sul Fondo Esodati nella Legge di Stabilità 2013: ricordiamo che il Ddl di Stabilità ha stanziato 100 milioni di euro per l’anno 2013 a tutela dei lavoratori di cui agli articoli 24, commi 14 e 15, del Decreto Monti e successive modifiche (<<leggi tutto).

Nè Elsa Fornero ha parlato del Ddl Pensioni bocciato dal Governo (la proposta volta ad estendere la platea degli esodati ed a modificare i requisiti pensionistici riducendo l’età pensionabile a 58 anni con 35 di contributi in via sperimentale).

«Il Governo – si giustifica Fornero – non era al corrente dei numeri sugli accordi collettivi o individuali che sono obiettivamente molto difficili da monitorare per cui ci siamo trovati o davanti a un fenomeno molto ampio e diffuso».

Intanto, l’INPS sta verificando le posizioni dei lavoratori esodati, per poi inviare le comunicazioni a quelli che rientrano nella salvaguardia, per cui «molte persone, che sono comprensibilmente in ansia, ancora non hanno ricevuto la notifica», ma in realtà sono state salvate. L’operazione di verifica però «richiede un po’ di tempo perché non si tratta di individuare categorie ma singole persone con nome e cognome».

«Ora vogliamo dare certezza a chi poteva andare in pensione nel 2013 e 2014, sono le salvaguardie che ci sembrano più urgenti e dovrebbero essere 120mila».

In ogni caso per Fornero la riforma delle pensioni non si tocca, «una riforma abbastanza severa ma giusta, soprattutto per quanto riguarda le giovani generazioni». Il ministro ha poi concluso sottolineando l’importanza della riforma delle pensioni «per la stabilizzazione finanziaria del Paese».