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Lavoro: le imprese italiane tagliano benefit e bonus

di Francesca Vinciarelli

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Imprese italiane restie a concedere benefit aziendali o bonus per la produttività ai dipendenti nel primo semestre 2012: in tempo di crisi è più difficile investire nelle risorse umane.

Le imprese italiane non concederanno benefit aziendali ai dipendenti per questo 2012, rimandando la decisione di concedere o meno incentivi per la produttività a quando si capirà meglio se l’Italia uscirà davvero dalla crisi.

A rivelarlo è l’ultima indagine condotta da dalla società di ricerca di personale qualificato Robert Half che ha intervistato circa 200 dirigenti d’azienda italiani: più della metà (52%) ha dichiarato di prevedere uno stop a bonus o benefit per i propri impiegati, almeno nella prima metà del 2012.

Un 5% del campione non ha ancora deciso sul da farsi.

I manager che concederanno bonus e/o benefit già nel primo semestre, progetta un bonus economico (27%). Seguono:  contributi per la formazione (5%), buoni pasto (5%), orari flessibili (5%), auto aziendale (3%), contributo pensione (3%), spese per il trasporto (2%), cellulare/computer (2%), buoni asilo nido/palestra (1%), opportunità all’estero (1%), programmi di mentoring (1%), congedi sabbatici (1%), o assistenza casa/locazione/trasferimento (1%).

«In Italia, a differenza di altri Paesi, tuttora benefit e parte variabile hanno un peso inferiore alla retribuzione fissa. Vediamo, però, che nella percezione dei manager e delle aziende è sempre più importante condividere gli obiettivi e legare al raggiungimento di essi un premio che sia da stimolo e incentivo».

Così Carlo Caporale, Associate Director di Robert Half, spiega i risultati della ricerca, ricordando che «la rilevazione dei dati di questa indagine, comunque, riguarda il primo semestre: quindi in molti casi le aziende potrebbero aver semplicemente deciso di posticipare i premi alla seconda parte dell’anno».

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