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APe Social e pensione precoci senza decreti

di Barbara Weisz

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Modifiche APe Social nella legge di conversione della Manovra bis, più flessibilità su pensione oer mansioni usuranti: nel decreto ministeriale i nuovi termini per la domanda.

Ancora niente decreti attuativi su APe Social e pensione anticipata con la quota 41 per i lavoratori precoci, mentre la discussione su alcuni punti si sposta in Parlamento, nell’ambito del dibattito sulla legge di conversione della Manovra bis. Questo, anche in considerazione dei rilievi mossi dal Consiglio di Stato, secondo cui alcune predisposizioni contenute nel decreto del Governo non sono attuabili attraverso un decreto ministeriale ma necessitano di una norma legislativa.

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Fra le modifiche allo studio, un’ulteriore flessibilità sul fronte delle mansioni dei precoci che danno diritto alla quota 41 e all’accesso all’Ape Social.

Il decreto 50/2017 (Manovra bis) già prevede una novità, ossia una franchigia di 12 mesi per il requisito relativo ai sei anni di lavori gravosi e usuranti, consentendone il computo in rapporto agli ultimi sette anni (la precedente versione, invece, prevedeva lo svolgimento in via continuativa negli ultimi sei anni). Ora si pensa a un’ulteriore modifica, in base alla quale le mansioni possono essere svolte per cinque anni nell’arco degli ultimi sette anni.

Altra novità possibile, l’accoglimento della richiesta sindacale di ampliare la platea dell’APe Social ai lavoratori disoccupati che non hanno percepito il sussidio. Al momento, la legge prevede il diritto solo per i disoccupati che abbiamo terminato di percepire la NASpI da almeno tre mesi, escludendo quindi coloro che non hanno mai avuto ammortizzatori sociali. Il problema riguarda soprattutto gli operai agricoli, che nel momento in cui perdono il lavoro hanno accesso al sussidio di disoccupazione solo dopo 12 mesi dalla cessazione del rapporto di lavoro. Si pensa quindi a una correzione che ricomprenda anche questi lavoratori nell’ambito di coloro che hanno diritto al sussidio.

Confluiranno invece nel nuovo decreto, rivisto in base alle considerazioni del Consiglio di Stato, le novità in materia di termini per presentare domanda: la scadenza del 30 giugno (valida per tutti coloro che maturano i requisiti nel 2017) slitterà almeno a fine luglio. E sarà retroattiva, nel senso che consentirà di accedere all’APe Social fin dal primo maggio a coloro che ne hanno i requisiti.

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Tempi invece più lunghi per i decreti attuativi dell’APe Volontaria, il prestito pensionistico che prevede poi la restituzione attraverso rate ventennali sulla pensione.

C’è infine il decreto sul cumulo dei contributi, che però riguarda solo le gestioni INPS, mentre si attende ancora il provvedimento attuativo con le regole per i lavoratori che hanno versato contributi anche alle casse professionali.