Buoni corrispettivo, cambiano le regole

di Redazione PMI.it

scritto il

Approvata dal CdM la nuova disciplina dei buoni corrispettivo che apporta modifiche al decreto IVA e recepisce la normativa europea con l’obiettivo di garantire un trattamento uniforme e certo per quanto riguarda l’emissione, il trasferimento e il riscatto.
Approvato in via definitiva da parte del Consiglio dei Ministri n. 29/2018 il decreto legislativo che recepisce le disposizioni europee in materia di trattamento dei buoni corrispettivo previste dalla direttiva (UE) 2016/1065, che ha modificato la direttiva IVA (2006/112/CE) con l’obiettivo di garantire un trattamento uniforme e certo per quanto riguarda l’emissione, il trasferimento e il riscatto. Il Dlgs italiano modifica quindi in più punti la disciplina IVA dettata dal Dpr 633/1972, inserendovi gli articoli 6-bis, 6-ter e 6-quater e il nuovo comma 5-bis all’articolo 13. Le nuove disposizioni si applicano ai buoni corrispettivo emessi dopo il 31 dicembre 2018.

Buoni corrispettivo: cosa sono

La norma definisce il buono corrispettivo come uno strumento contenente l’obbligo di essere accettato come corrispettivo o parziale corrispettivo a fronte di una cessione di beni o di una prestazione di servizi e l’indicazione, eventualmente inserita nella relativa documentazione, dei beni o dei servizi da cedere o prestare o le identità dei potenziali cedenti o prestatori, nonché le condizioni generali di utilizzo ad esso relative.

I buoni possono essere:

  • emessi sia in forma fisica che elettronica;
  • monouso, se al momento dell’emissione è nota la disciplina IVA applicabile alla cessione dei beni o alla prestazione dei servizi a cui dà diritto;
  • multiuso, se al momento dell’emissione o del riscatto non sono disponibili informazioni necessarie per la tassazione applicabile alla cessione dei beni o alla prestazione dei servizi a cui dà diritto.

=> Buoni pasto via Mobile App: il trattamento fiscale

Buoni corrispettivo: disciplina IVA

Ad ogni trasferimento del buono corrispettivo monouso, inclusa l’emissione, precedente alla effettuazione dell’operazione, si applica la medesima disciplina IVA prevista per la cessione di beni o di una prestazione di servizi. Di conseguenza, essendo già stata assoggettati a imposizione l’emissione del buono monouso e ogni suo eventuale trasferimento,  una eventuale successiva cessione dei beni o prestazione di servizi non è rilevante per l’IVA.

Nel caso in cui il soggetto che ha emesso il buono corrispettivo monouso è diverso da quello che effettua la cessione del bene o la prestazione del servizio, viene stabilito che il cedente o prestatore ha effettuato l’operazione nei confronti del soggetto che ha emesso il buono.

Un caso di trasferimento di buoni corrispettivo multiuso, invece, l’imposta diventerà esigibile solo quando i beni saranno ceduti o i servizi prestati, non essendo note al momento della sua emissione le informazioni minime necessarie per determinare con certezza il trattamento IVA della corrispondente cessione di beni o prestazione di servizi. In caso di trasferimento tra soggetti diversi da quelli tra i quali interviene la cessione dei beni o la prestazione dei servizi, i servizi di distribuzione e simili sono autonomamente rilevanti ai fini IVA.

Buoni corrispettivo: base imponibile

Per quanto riguarda la base imponibile applicabile:

  • per i buoni monouso rileva il corrispettivo dovuto per il buono stesso;
  • per i buoni multiuso il provvedimento indica espressamente i criteri di determinazione della base imponibile delle relative operazioni essendo queste ultime individuate solo al momento del riscatto. La base imponibile dell’operazione soggetta a imposta è costituita dal corrispettivo dovuto o, in assenza di informazioni sul corrispettivo, dal valore monetario del buono corrispettivo multiuso al netto dell’IVA dovuta sui beni ceduti o sui servizi prestati. In caso di utilizzo parziale, la base imponibile è pari alla parte corrispondente del corrispettivo o del valore monetario del buono. Per i servizi di distribuzione e simili, in caso di trasferimento tra soggetti diversi da quelli tra i quali interviene la cessione dei beni o la prestazione dei servizi, e qualora non sia stabilito uno specifico corrispettivo, la base imponibile è costituita dalla differenza tra il valore monetario del buono e l’importo dovuto per il trasferimento del buono stesso.