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Cumulo professionisti: piattaforma INPS pronta

di Barbara Weisz

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L'INPS propone di partire con il cumulo pensione e cercare intanto un compromesso sui costi di gestione ma le casse professionali non accettano trattative, forti del parere loro favorevole del Ministero. E i professionisti aspettano.

Nuovi ostacoli per il cumulo pensione per i professionisti. La convenzione delle scorse settimane è stata rimessa in discussione: l’INPS ha inviato alle casse professionali (Adepp) un nuovo testo con modifiche relative al punto dolente della ripartizione dei costi.

L’istituto di previdenza annuncia anche il rilascio della piattaforma di gestione pratiche e sostanzialmente propone di far partire subito le procedure di autorizzazione delle pensioni in cumulo, anche in attesa di risolvere le controversie fra enti di previdenza sulla ripartizione delle spese.

Ma gli enti privati insistono: lo schema dev’essere quello già sperimentato con la totalizzazione dei contributi, che non prevede un concorso delle casse alle spese di gestione.

Il punto sono i 65 euro di costo pratica per ogni cumulo pensione. Soldi che, secondo l’INPS, andrebbero ripartiti fra gli enti previdenziali e che invece le casse professionali non vogliono spendere. Non è chiaro il motivo per cui la questione non è stata chiarita prima. Resta il fatto che la convenzione è tornata in discussione.

L’INPS propone la seguente soluzione: formazione di una commissione di esperti che determini l’importo da dividere fra le casse professionali, in mancanza di quantificazione si va dal giudice. Nel frattempo, si sblocchino i pagamenti, lasciando «che le parti risolvano le difficoltà burocratiche in un secondo momento, senza che questo abbia ulteriori ripercussioni sui professionisti coinvolti».

Traduzione: si propone una modifica all’attuale testo sulla ripartizione delle spese ma senza che questo abbia ripercussioni sui tempi di erogazione della prestazione, che è stata prevista dalla Legge di Stabilità dell’anno scorso e ancora non è operativa.

Risposta Adepp (associazione che riunisce le casse dei professionisti): poichè il Ministero del Lavoro non condivide l’interpretazione INPS sulla ripartizione dei costi – una nota inviata all’INPS il 14 marzo, a firma del Capo di Gabinetto, non avallava la richiesta dei 65 euro –  allora non c’è bisogno di risolvere la controversia:

a parere dello scrivente, non è possibile accondiscendere al sistema di compartecipazione agli oneri definiti con la convenzione trasmessa da INPS e secondo le modalità ivi proposte, mentre appare ragionevole l’eventuale limitata partecipazione ai costi che sono stati, ad esempio, già individuati nel citato articolo 14 della convenzione deliberata dall’INPS nel 2007 ai fini della erogazione del trattamento pensionistico in totalizzazione.

Acclarata la posizione del Ministero, secondo l’Adepp, «all’Inps non resta che controfirmare subito le convenzioni che le Casse di previdenza hanno già inviato lunedì scorso, assolvendo all’obbligo imposto dalla Legge».

Come si vede, posizioni ben distanti. Nel frattempo, non c’è un testo condiviso di accordo fra INPS e casse private per il cumulo pensione professionisti. E la piattaforma online è pronta ma non è detto che venga a questo punto davvero resa operativa.