Europee 25 maggio: il permesso di lavoro elettorale

di Barbara Weisz

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Il 25 maggio si vota per le elezioni europee: aziende e professionisti delle amministrazioni potranno trovarsi alle prese con la gestione dei permessi dei dipendenti eventualmente impegnati ai seggi. Ecco una guida con le norme di riferimento e le regole da seguire.

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I dipendenti che svolgono la funzione di scrutatore, segretario, presidente, rappresentante di lista o di gruppo presso i seggi elettorali hanno diritto ad assentarsi dal lavoro per l’intero periodo della consultazione mantenendo la retribuzione piena.

Il riferimento normativo è l’articolo 119 del Dpr 361/1957, che prevede: i giorni lavorativi passati al seggio sono interamente retribuiti; gli eventuali giorni festivi (come la domenica del voto) sono recuperati con una giornata di riposo compensativo oppure compensati con quote giornaliere di retribuzione in aggiunta alla quella normalmente percepita. Questa giornata di riposo va garantita con immediatezza, in pratica il giorno seguente a quello che ha visto il lavoratore impegnato ai seggi.

Facciamo l’esempio pratico del voto del 25 maggio: contrariamente a quanto avviene nella maggior parte dei casi, si vota solo di domenica, non il lunedì mattina. Le operazioni di scrutinio iniziano domenica sera, alla chiusura dei seggi. La norma prevede che nel caso in cui le operazioni di scrutinio si protraggano oltre la mezzanotte, anche se per poche ore, il lavoratore ha diritto all’intera giornata seguente di riposto retribuito. Quindi, il permesso per queste elezioni 2014 prevederà l’intera giornata di lunedì e un riposo compensativo il martedì successivo. Dove si vota anche per le amministrative, lo scrutinio inizia alle 14 di lunedì: anche qui, se le operazioni terminano entro mezzanotte, il lavoratore starà a casa in riposo compensativo solo il martedì, se invece si protraggono dopo la mezzanotte, il martedì spetta di riposo e il lavoro domenicale si compensa il mercoledì.

Per ottenere il permesso di lavoro per il seggio elettorlae bisogna presentare al datore di lavoro il certificato di chiamata al seggio, e successivamente la copia formata dal presidente del seggio, che segnerà anche gli orari di apertura.