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Finanziamenti PMI: nuove regole UE per i Green Bond

di Redazione PMI.it

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Aumentare gli investimenti sostenibili favorendo le PMI, nuove regole per i green bond e per la trasparenza sul mercato: la proposta della Commissione UE.

Le piccole e medie imprese diventano protagoniste della nuova strategia UE  presentata dalla Commissione Europea in ambito ESG (Environment, Social, Governance), che propone incentivi per stimolare gli investimenti nelle PMI nell’ambito di progetti di finanza sostenibile (finanziamento della transizione) . In particolare, l’Europa ha fissato precise linee d’intervento per gli investimenti sostenibili, ha proposto una normativa europea per i green bond e integrato i precedenti regolamenti con nuovi obblighi in termini di informazione agli investitori da parte delle imprese.

«La strategia sulla finanza sostenibile è fondamentale per generare i finanziamenti privati che servono a realizzare i nostri obiettivi climatici e affrontare altre sfide ambientali. Vogliamo inoltre creare opportunità di finanziamento sostenibili per le piccole e medie imprese» sottolinea Valdis Dombrovskis, vicepresidente esecutivo Ue, che ha la delega alla Stabilità finanziaria, servizi finanziari e Unione dei mercati dei capitali.

=> Recovery Plan, gli investimenti della finanza sostenibile

Il momento è decisivo, anche in considerazione dell’importanza delle politiche ESG in ambito Recovery Plan e della ripresa post Covid. Ecco le sei linee d’intervento decise:

  1. ampliare gli strumenti legislativi sulla finanza sostenibile per facilitare l’accesso al finanziamento della transizione;
  2. rendere la finanza sostenibile più inclusiva nei confronti di PMI e consumatori dotandoli degli strumenti e degli incentivi giusti per accedere al finanziamento della transizione;
  3. rafforzare la resilienza del sistema economico e finanziario ai rischi che incombono sulla sostenibilità;
  4. aumentare il contributo del settore finanziario alla sostenibilità;
  5. garantire l’integrità del sistema finanziario dell’UE e monitorarne la transizione ordinata verso la sostenibilità;
  6. creare iniziative e norme internazionali di finanza sostenibile e sostenere i paesi partner dell’UE.

E’ stato anche proposto un regolamento per le obbligazioni verdi, che introduce una sorta di standard a cui le imprese possono aderire su base volontaria. L’obiettivo è potenziare l’utilizzo dei green bond, che consentono di farsi finanziare dal mercato. Sono previsti stringenti requisiti anche per proteggere gli investitori dall’ecologismo di facciata. Molto in sintesi, le società emittenti potranno dimostrare che stanno finanziando progetti ecocompatibili in linea con la tassonomia dell’UE, mentre per gli investitori che comprano le obbligazioni sarà più facile capire che gli investimenti sono sostenibili, riducendo così il rischio di un ecologismo di facciata. Può aderire al regolamento qualsiasi impresa, anche residente fuori dalla UE.

Requisiti per emettere Green Bond

  • i fondi raccolti dall’obbligazione dovranno essere interamente assegnati a progetti conformi al regolamento Tassonomia;
  • piena trasparenza sulle modalità di assegnazione dei proventi delle obbligazioni esigendo una comunicazione dettagliata;
  • obbligazioni verdi controllate da un revisore esterno per garantire che il regolamento sia rispettato e i progetti finanziati siano allineati alla tassonomia. È prevista in questo caso una flessibilità specifica e limitata per gli emittenti sovrani;
  •  revisori esterni che forniscono servizi agli emittenti di obbligazioni verdi dell’UE devono essere registrati e controllati dall’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati, in modo da garantire la qualità e l’affidabilità dei loro servizi e delle loro revisioni a tutela degli investitori e dell’integrità del mercato. È prevista anche in questo caso una flessibilità specifica e limitata per gli emittenti sovrani.

Infine, è stato integrato l’articolo 8 del regolamento sulla tassonomia, che impone alle imprese di fornire agli investitori le informazioni sulle prestazioni ambientali dei loro attivi e delle loro attività economiche. In particolare, per le società non finanziarie, viene introdotto l’obbligo di comunicare la quota di fatturato, spese in conto capitale e spese operative associate alle attività economiche ecosostenibili. Questa integrazione è stata effettuata tramite un atto delegato, che nei prossimi mesi dovrà essere approvato da Parlamento e Consiglio Ue.

Ricordiamo che a disposizione delle imprese e dei cittadini ci sono materiali e report sulla piattaforma per la finanza sostenibile, un gruppo di esperti che elabora documenti tecnici e ricerche. I lavori si possono seguire dal portale della commissione Ue (ci sono pagine dedicate).