Manovra finanziaria: venture capital per Pmi

di Noemi Ricci

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Con la manovra finanziaria arrivano gli FVC, i Fondi per il Venture Capital atti a sostenere le start-up e incentivare i fondi comuni di investimento, anche con agevolazioni fiscali sui proventi.

La bozza della nuova manovra finanziaria prevede l’attivazione di nuovi fondi di venture capital (FVC) a favore della nascita e crescita di Pmi e Start-up facendo ricorso allo strumento dei fondi comuni di investimento. L’obiettivo è incentivare l’utilizzo di questi fondi da parte dei gestori stessi, anche mediante agevolazioni fiscali sui proventi.

Un’iniziativa che fa seguito alla comunicazione Ue “Europe 2020”, che prevede «fondi comuni di investimento armonizzati Ue che investono almeno il 75% dei capitali raccolti in società non quotate nella fase di sperimentazione, di costituzione, di avvio dell’attività o di sviluppo del prodotto».

La manovra finanziaria interessa sia le imprese start-up che quelle nelle prime fasi di sviluppo. In particolare tra i requisiti di accesso per le aziende da finanziare ci sono: non essere quotate; avere sede nell’Unione europea; essere detenute da persona fisica; essere soggette a imposta sul reddito delle società, essere attive da non più di 36 mesi, avere un fatturato non superiore a 50 milioni.

È concesso avere sede anche in uno dei Paesi dello Spazio economico europeo che ha stipulato accordi con l’Italia per lo scambio di informazioni a fini fiscali.

Per gli investitori nei fondi, «non sono soggetti ad imposizione i proventi di cui alla lettera g) del comma 1 dell’articolo 44 (che disciplina gli utili da partecipazioni in società ed enti, ndr) del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, derivanti dalla partecipazione ai Fvc».

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