Finanziamenti FSI: estesa la platea dei beneficiari

di Redazione PMI.it

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Le novità del Fondo Strategico Italiano che vede ampliarsi la platea dei beneficiari: i requisiti richiesti alle imprese.

Ampliata anche al turismo e all’arte la platea dei beneficiari del Fondo Strategico Italiano (FSI), la holding di partecipazioni creata per Legge (Decreto Ministeriale 3 maggio 2011) che vede come azionista di controllo il Gruppo CDP (80%) e azionista di minoranza la Banca d’Italia (20%). Lo stabilisce un decreto MEF del 2 luglio 2014.

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Fondo Strategico Italiano

L’obiettivo del Fondo è di investire in imprese con l’obiettivo di creare valore per i suoi azionisti mediante la crescita dimensionale, il miglioramento dell’efficienza operativa, l’aggregazione ed il rafforzamento della posizione competitiva sui mercati nazionali e internazionali delle imprese oggetto di investimento. In sostanza l’FSI acquisisce quote prevalentemente di minoranza in imprese di “rilevante interesse nazionale” e con prospettive di crescita, redditività e sviluppo, quindi idonee a generare valore per gli investitori.

Platea di beneficiari

Ora il Fondo si estende ai settori turistico-alberghiero, dell’agroalimentare e della gestione dei beni culturali, oltre che a quelli della difesa, della sicurezza, delle infrastrutture, dei trasporti, delle comunicazioni, dell’energia, delle assicurazioni, dell’intermediazione finanziaria, della ricerca e dell’innovazione e dei servizi pubblici. L’obiettivo è di attrarre capitali stranieri e promuovere processi di internazionalizzazione. In più il Fondo potrà investire anche in società che non rientrino nei settori indicati, oppure non costituite in Italia che però controllino società presenti sul territorio italiano e in possesso dei requisiti:

  • fatturato di almeno 50 milioni di euro,
  • non meno di 250 dipendenti.

Resta confermata la possibilità per il Fondo di acquisire partecipazioni in società, che, pur non operando nei settori indicati, presentino un fatturato annuo netto non inferiore a 300 milioni di euro e numero medio di dipendenti nell’ultimo esercizio non inferiore a 250, con un margine di ribasso del 20% se l’attività risulta rilevante in termini di indotto e di stabilimenti produttivi. In ogni caso le società dovranno risultare in equilibrio finanziario, patrimoniale ed economico ed essere caratterizzate da adeguate prospettive di redditività.