Capitale di rischio, arriva la fiducia delle Pmi

di Alessandro Vinciarelli

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Le Pmi sembrano comprendere sempre di più le potenzialità del capitale a rischio, scoprendo il Venture Capital e il Private Equity. Nel 2009 l'incremento sul totale degli investimenti è stato del 6% con ottime prospettive per il futuro

Secondo i dati diffusi dalla DG politica industriale e per le Pmi del Ministero dello Sviluppo Economico, sembra che le piccole e medie imprese italiane inizino a comprendere il mondo del Venture Capital e del Private Equity, valutando positivamente le opportunità offerte dal capitale a rischio.

Le Pmi con meno di 250 dipendenti nel 2008 hanno rappresentato il 71% degli investimenti totali e nel 2009 hanno accresciuto il proprio peso economico con un ulteriore incremento del 6%.

Buoni risultati anche per quanto riguarda il fatturato delle società target, che hanno registrato il 75% delle operazioni su aziende con fatturato inferiore ai 50 milioni di euro, ovvero 8 punti percentuale in più rispetto al 2008.

Dal punto di vista geografico, gli investimenti sono per la maggior parte riferiti al Nord Italia mentre il Sud, nonostante l’aumento del 55% dei capitali dedicati alle imprese del territorio, conquista solo il 4% del volume totale e un numero di operazioni pari a 12 (5%).

Proprio in questo contesto si inserisce il workshop “Il capitale di rischio quale leva strategica per la nascita e la crescita delle Pmi. Ruolo e modalità dell’intervento pubblico per lo sviluppo del mercato”, tenuto dallo stesso Ministero dello Sviluppo Economico. L’evento, a Roma presso il dicastero di via Veneto domani martedì 8 giugno, rientra nell’ambito della Settimana delle Pmi, il progetto della Commissione Europea che promuove una serie di iniziative volte a rafforzare lo spirito imprenditoriale sul territorio comunitario.