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Bonus Cultura, un flop

di Noemi Ricci

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Le difficoltà incontrate dai giovani nell'ottenere lo SPID ed iscriversi alla 18App potrebbero decretare il flop del Bonus cultura.

La Legge di Stabilità 2017 (Legge di Bilancio) ha rinnovato il Bonus cultura da 500 euro per i 18enni: da ottobre, i ragazzi che hanno compiuto 18 anni nel 2016 hanno avuto la possibilità di iniziare a spendere il Bonus da spendere in cultura (cinema, concerti, musei, libri, eventi, monumenti, teatri, parchi naturali e aree archeologiche).

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Tramite l’applicazione messa a punto dal Governo, 18App, i 18enni possono fare il loro shopping culturale scegliendo fra le proposte degli esercenti e delle istituzioni che aderenti ed iscritti. Per accedervi, servono le credenziali SPID (Identità Digitale), per i giovani, e PIN Fisconline o Entratel per gli esercenti.

La misura però, allo stato attuale, non sembra aver riscosso grande successo: i diciottenni hanno speso solo il 6,3% dei soldi stanziati, soprattutto a causa della difficoltà ad ottenere le credenziali per l’identità digitale (dei 572.437 giovani che hanno compiuto 18 anni nel 2016 solo 286.095 risultano ad oggi in possesso di identità digitale) e per iscriversi al portale 18App (a metà gennaio gi iscritti erano 230 mila (40%). A questo si aggiunge il fatto che non sono molte le iniziative acquistabili, addirittura in 7 Comuni su 8 non ci sono né musei né negozi convenzionati.

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Il risultato è che la Presidenza del Consiglio ha registrato 200.000 coupon utilizzati nei negozi fisici a metà gennaio, per un totale di 6 milioni di euro utilizzati, e 350.000 staccati dai rivenditori online, per un totale di 12,5 milioni di euro, su uno stanziamento di ben 290 milioni di euro.

Numeri che però non sembrano preoccupare Palazzo Chigi, che spiega:

«Riteniamo questo dato normale: da quello che leggiamo sui social molti sono in attesa della stagione estiva per i concerti o di settembre per l’acquisto di libri scolastici».

Resta tuttavia il problema degli esercenti aderenti all’iniziativa, ancora troppo pochi perché i giovani possano realmente spendere il Bonus cultura.