Come abbiamo già visto in un articolo precedente i moduli componenti un CRM sono molti e diversificati e attengono tutti alla “visione esterna” di un’azienda, questi strumenti sono quindi utili all’automazione dei processi orientati all’esterno dell’impresa: in ultima analisi ai clienti. Uno dei moduli principali su cui si fonda un CRM è la SFA (Sales Force Automation).
In Italia intorno agli anni ’99/2000, quando vi è stato il boom del CRM nel nostro paese, vi era la tendenza a far coincidere il termine CRM con il termine Call Center. Altrove, negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, il CRM coincideva, negli stessi anni e quelli precedenti con Sales Force Automation, tanto che uno dei principali player dell’arena del CRM, ossia Siebel (oggi Oracle) è nato proprio con l’obiettivo di gestire la forza vendita.
L’introduzione di una SFA è una delle sfide più grandi che un’impresa deve affrontare nell’adozione di un CRM e sicuramente uno delle più difficili nell’adozione di qualsiasi sistema informativo. In questo articolo cerchiamo di capire perché vi sono queste difficoltà ed anche i vantaggi offerti da questo strumento.
Per capire quali siano i vantaggi ed i problemi introdotti da una SFA, come si fa nell’analisi matematica cerchiamo di definirne il “dominio di applicazione”.
Descrivere una SFA non è poi complicato: Una Sales Force Automation è «l’insieme di tutti gli strumenti atti a gestire la relazione di vendita con il cliente». Ma come ovvio nella pratica le cose appaiono un poco più complicate.
Anzitutto definire il processo di vendita è piuttosto complesso, questo infatti varia in pratica di azienda in azienda, ma pur volendo trovare dei tratti comuni nel processo, le casistiche da tenere in considerazione sono molte e dipendono soprattutto dal business di base: B2B o B2C, produzione manifatturiera o servizi, pubblico o privato, se l’azienda partecipa a gare etc.
“Ovviamente le analisi dati fatte nel CRM analitico sono molte e molto più complesse, qui abbiamo accennato solo alle più comuni eseguite specificamente per la forza vendita.”
Uno dei principali vantaggi del CRM è il poter immagazzinare dati che potrebbero servire, in un secondo momento, per uno scopo diverso da quello che ci si era prefissato, andando ad approfondire relazioni dapprima sconosciute o inesplorate. Supponiamo ad esempio di raccogliere una variabile x per incrociarla con una variabile y. A distanza di tempo ci accorgiamo invece di ricavare delle informazioni interessanti anche incrociando x con la variabile z. Entrambe erano state raccolte ed ora sono facilmente gestibili. Senza un CRM, immagazzinamento e confronti sarebbero molto più difficili.
Calogero, hai colpito nel segno è esattamente ciò che si intende con analisi. Il CRM è uno strumento che permette sia la possibilità di gestire le informazioni utili al day-by-day, ma anche di sfruttarle nel modo più corretto. Il CRM analitico è uno strumento importantissimo e che può entrare a pieno titolo negli strumenti a supporto alle decisioni delle imprese. La cosa importante è progettare accuratamente il CRM operativo al fine di registrare le informazioni che più possono risultare utili alla guida del business.
A proposito si sales force automation, crm e temi simili, durante una mia personale ricerca sull’argomento (sono uno studente universitario) ho trovato un servizio molto interessante offerto a chi opera nel settore della tentata vendita.
Aggiungo di seguito il link, se qualcuno potesse esserne interessato.
http://www.aton.eu/tentatavendita
Buon lavoro!