CRM Open Source a prova di Pmi

Un'analisi di alcune delle soluzioni CRM open source tra quelle attualmente più utilizzate tra le aziende

Il software open source offre alla comunità degli utenti la possibilità di poter liberamente disporre dei programmi e dei relativi codici sorgente senza dover pagare alcuna licenza. Una grande opportunità anche per le PMI. Da quando il fenomeno fu disciplinato per la prima volta da Richard Stallman con la creazione della Free Software Foudation (1985), infatti, il numero dei software open source è cresciuto fino a comprendere anche applicazioni gestionali complesse, come ERP, CRM, CMS, ecc.

Il panorama delle applicazioni open source è quindi ampio e particolarmente variegato, tanto che esistono in Rete portali che aiutano l’utente a districarsi fra tutte le offerte disponibili. Uno dei più noti è SOURCEFORGE.net, raccoglitore sul web di progetti open source.

È ovvio che non tutti i programmi hanno pari fortuna: esistono infatti soluzioni particolarmente riuscite che raggiungono maggiore fama di altre. Il cardine di una soluzione OS è rappresentato dalle community di supporto allo sviluppo e alla diffusione del prodotto. Un esempio significativo è Ubuntu, sistema operativo aperto basato su GNU Linux: intorno ad esso sono sorte molte comunità online: la comunity italiana (www.ubuntu-it.org), ad esempio, si articola in numerosi gruppi di lavoro i cui compiti vanno dallo sviluppo di nuove parti di codice fino ad attività di promozione come la traduzione in italiano della vasta documentazione disponibile online.


Una nicchia di mercato, particolarmente interessante per le Pmi, che sta conquistando sempre più proseliti è l’area delle applicazioni CRM open source.

In questo scenario, la mercatocrazia ha premiato l’idea di base che è quella di proporre software agli utenti finali i cui costi di implementazione sono alleggeriti del peso delle licenze. In linea generale, poi, tali programmi si avvantaggiano della continua evoluzione garantita dalla schiera dei programmatori appartenenti alle community di riferimento sparse per il mondo e degli stessi utilizzatori finali liberi di apportare anch’essi modifiche al codice. Tale meccanismo determina una delle maggiori differenze tra le soluzioni open e quelle proprietarie. Le società produttrici di software proprietario, infatti, devono utilizzare il meccanismo delle licenze per ammortizzare i costi di sviluppo del software. Inoltre, devono creare lo stesso quanto più general purpose possibile in modo da contemplare le esigenze del maggior numero possibile di utenti finali.

Il risultato è che le funzionalità offerte a volte sono troppo “standard” e quindi è necessario un lavoro consulenziale di personalizzazione per avvicinarle al modello di business dei clienti. Chiunque bazzica nel mondo dei pacchetti software sa, infatti, che la versione vanilla quasi mai rispecchia le effettive esigenze del cliente.
Il CRM open source, invece, consente a tutti di poter scaricare i sorgenti e quindi fornisce l’illusione di poter partire con l’utilizzo del software senza dover sostenere i costi e i tempi necessari alla messa in esercizio dei pacchetti proprietari.

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