Con prezzi a parire da 50 euro a postazione all’anno, i sistemi SaaS offrono costi chiaramente più bassi di quelli che un’impresa dovrebbe spendere per una soluzione “hosted” comparabile. Come molte decisioni relative al “affittare vs. comprare”, un fattore determinante è la determinazione del punto di pareggio (BEP Break-Even Point) che per i sistemi Saas generalmente si aggira sui tre anni; anche se questo dipende ovviamente da molti fattori, tra cui il tipo di applicazione, l’organizzazione aziendale, ed il grado di investimenti già fatti in licenze di sw “simili” in architetture HW, di rete, ed anche affitto locali e personale dedicato. Il BEP di soluzioni Hosted spesso non si raggiunge che in 5/6 anni, anche per applicazioni piuttosto semplici.
In generale comunque, il modello Saas sta interessando molte imprese in quanto queste non devono più acquisire nuovi server o altri dispositivi di rete per supportare le nuove applicazioni, con la conseguenza positiva di non dover impegnare risorse nella manutenzione di tali infrastrutture. In questo modo le risorse liberate possono essere destinate ad altri scopi.
Gli aspetti economici sono allettanti per molti clienti potenziali, ed il mercato è in forte crescita, questo sta attraendo molti imprenditori di high tech che sono molto interessati. In questo modo i tradizionali software vendor si trovano ad essere sfidate sia tecnologicamente, sia economicamente dalle soluzioni SaaS.
Tipicamente le imprese di software addebitano fin dall’inizio una quota per le licenze perpetue (perpetual), in più addebitano i prezzi per la consulenza all’impresa per aiutare le imprese ad adottare i loro prodotti, ed ancora delle fee per la maintanance per mantenere le applicazioni aggiornate.
Per competere realmente nel mercato dei SaaS, queste imprese devono re-ingegnerizzare le loro applicazioni, rimodellare la cultura aziendale, ristrutturare il modello di prezzo applicato ed i riconoscimenti economici dovuti. In modo che la forza vendita saranno in grado di vendere le sottoscrizioni mensili come facevano una volta con le licenze.
Anche se nessuno dei grandi player si è assunto l’onere di prendere misure così drastiche, molti stanno iniziando ad accoglierli nella propria offerta anche se indirettamente. I più grandi player come IBM, Microsoft, Business Object, SAP, Oracle e molti altri hanno iniziato a pianificare l’uscita di alcune suite “on demand” Microsoft ha capito l’importanza della minaccia dei SaaS fin dal 2005. In un documento a scopo interno, divenuto poi pubblico, Bill Gates scriveva: «questo onda che sta arrivando sarà molto distruttiva [...] i Servizi progettati per essere scalabili da 10 a centinaia di milioni cambierà drammaticamente la natura ed il costo delle soluzioni software consegnabile alle PMI o alle grandi imprese».
Il CEO di Microsoft Steve Ballmer, ammette l’appeal che esercitano le applicazioni SaaS quando ha affermato in un’assemblea di CIO del settore pubblico che l’80 per cento delle loro imprese hanno intenzione di usare soluzioni SaaS entro la fine di questa decade. Se queste previsioni si avvereranno sia gli attuali vendor che i nuovi competitor nelle soluzioni SaaS dovranno superare alcuni rischi sia reali che percepiti che gli eventuali clienti associano alle soluzioni SaaS.