Mobile payment: servizio a valore aggiunto per privati e aziende

Prosegue l'impegno di imprese e operatori per trasformare la tecnologia mobile in strumento di business. Obiettivo, rendere le transazioni più sicure e interoperabili

Le transazioni su terminale mobile sono in aumento, grazie a tecnologie abilitanti sempre più avanzazte e agli accordi di partnership fra gestori, operatori e istituti finanziari. Presupposti essenziali, che consentono di scegliere il mobile payment, remoto o di prossimità, a condizioni di utilizzo vantaggiose e con modalità di accesso intuitive e funzionali.

Secondo un recente rapporto Juniper sui Mobile Payments, nei prossimi quattro anni il mercato dei micropagamenti in mobilità raggiungerà volumi davvero ragguardevoli: oltre 200 milioni di utenti stimati in tutto il mondo per un ammontare complessivo di 22 miliardi di dollari di transazioni. Un settore altamente dinamico, che già oggi sta beneficiando dell’incremento delle operazioni P2P da remoto basate su SMS.

Oltre alla tecnologia saranno anche la maggior fiducia e familiarità a dare una svolta al mobile payment, fino ad oggi guardato quasi con sospetto o considerato di nicchia ma che nei prossimi anni potrebbe essere adottato non soltanto da molti utenti privati ma anche da aziende e PMI.

«Ci stiamo avviando verso l’era dell’mCommerce, in cui telefonino e reti mobili offrono un potenziale senza precedenti», sostiene Alan Goode, autore del rapporto, secondo cui, pertanto «ci sono segnali positivi che giungono dall’industria e che fanno ben sperare in un incremento dei ricavi per tutti i player di questo ecosistema».

L’ottimismo per il futuro successo degli mPayments traspare anche quando Goode evidenzia le stime sui progressi nell’adozione del servizio, che si tradurrà già nel corso del 2008 in oltre 175 milioni di transazioni l’anno.

Il vero decollo avverrà intorno al 2009, quando si consolideranno i sistemi mPayment di prossimità basati sulle due tecnologie NFC (Near Field Communications) e FeliCa. In particolare quest’ultima, messa a punto da Sony e distribuita sul mercato dall’operatore nipponico NTT DoCoMo, è già utilizzata da circa 10 milioni di utenti per microtransazioni presso compagnie aeree e ferroviarie, negozi o punti di ristoro con volumi superiori del 25% rispetto alle analoghe operazioni di acquisto effettuate con carte di credito o contanti.

Come dare torto a chi vi intravede un grande business tutto da sfruttare? O quanto meno uno strumento in mobilità di estrema utilità. Una volta a regime, infatti, i chip contactless Felica promettono ampi consumi di massa anche in Occidente: secondo le stime, nel 2010 questa nuova tecnologia abiliterà all’mPayment circa 52 milioni di nuovi utenti in tutto il mondo: se a gidare i consumi sarà ancora il Giappone con una qota del 32%, l’Europa si farà strada coi suoi 87 milioni di utenti complessivi (15%).

E se dall’Oriente si attende l’arrivo di Felica, sui mercati occidentali ha già fatto la sua comparsa la concorrente Near Field Communication (Sony-Philips), tecnologia di comunicazione a corto raggio per transazioni via terminale mobile in modalità touch-based, ossia a breve distanza con altro dispositivo elettronico (POS che integrano lettore Rfid NFC, ma anche scanner, stampanti e perfino cartelloni pubblicitari interattivi). Si tratta di una via di mezzo fra la tecnologia contactless smart card Mifare di Philips e quella Felica di Sony, che apre le porte non soltanto ad un più ampio e articolato utilizzo dei pagamenti col cellulare ma anche ad un innovativo approccio di comunicazione e marketing.