Editoria digitale: l’Italia scommette sugli eBook – 3

Crescita sostenuta per il mercato italiano dei libri digitali, che potrebbe esplodere nel 2010: in arrivo più dispositivi e partership editoriali. Ostacoli da smussare: norme su IVA e diritti d'autore

Cresce dunque la disponibilità dei libri digitali nel nostro Paese ma cresce anche la presenza degli e-Book reader e, accanto a device conosciuti come il Kindle2 di Amazon e terminali adattabili all’uso come l’iPhone di Apple, si diffonde la presenza di altri modelli: DR 1000S iLiad 2nd Edition e iLiad Book Edition, entrambi di iRex, BeBook eReader e Mini di BeBook, Cybook Gen3 e Cybook Opus di Booken, Interead COOL-ER di Coolreader e eSlick Reader di Foxit.

Ma ci sono anche novità: al CES 2010 svoltosi nelle scorse settimane, sono stati presentati i nuovi Slate, ovvero lavagne pensate apposta per leggerci libri o giornali. Il problema da risolvere è però quello di unificare gli standard degli eBook reader perché possano essere compatibili con gli editori di tutto il mondo.

Il “Financial Times” prevede che saranno venduti in tutto il mondo 10 milioni di e-reader nel corso del 2010, primi fra tutti il Kindle di Amazon e il Reader di Sony, non ancora commercializzato in Italia, che si avvalgono di schermi protettivi prodotti da Prime View International, azienda taiwanese leader del settore con una capitalizzazione di 2,1 miliardi di dollari.

Fabrizio Ligi, amministratore delegato di Deastore, terza libreria italiana online con 26 milioni di euro di fatturato sostiene: «partiremo con 250mila titoli scaricabili in lingua straniera e diecimila in italiano, in partnership con l’americana Ingram Digital e assieme agli editori italiani con i quali da marzo stiamo concludendo accordi di distribuzione digitale».

«Non posso far nomi, ma almeno con un grande editore l’accordo c’è già. L’obiettivo è offrire 50mila titoli in italiano entro l’anno. E venderne almeno 500mila euro».

Cristina Mussinelli guarda con fiducia al 2010: «arriveranno device di lettura a colori e doppia facciata, con più possibilità di download wireless” e per quanto riguarda i libri in italiano «gli editori stanno vincendo le titubanze. L’ostacolo più concreto a oggi è quello di cui si parla meno, i libri su carta pagano l’IVA al 4%, quelli elettronici al 20%. Cancelliamo la differenza e i risultati si vedranno«.

Per quanto riguarda i diritti d’autore, invece, sembra che ci si stia piano piano adeguando alla novità: gli editori che un tempo contemplavano solo la pubblicazione cartacea oggi chiedono agli autori di sottoscrivere clausole più ampie, come avviene da tempo in altri Paesi europei, lo sostiene anche l’agente letteraria Kylee Doust che dice: «l’inglese Canongate, comprando i diritti di Ammaniti, ha chiesto anche quelli elettronici, pagando una royalty. La differenza con l’Italia è che all’estero l’eBook esce, qui i diritti digitali sono ancora una formalità».