Lo smart working oggi: tra sfide e opportunità

Tecnologie mobile, infrastrutture cloud e nuove forme di collaborazione online: le opportunità del lavoro agile e l'esigenza di garantire la sicurezza dei dati.

Offrire l’accesso agli strumenti di produttività indipendentemente dal luogo in cui ci si trova è un’esigenza che si manifesta con frequenza sempre maggiore in ambito professionale. Lo è altrettanto la necessità di non scendere a compromessi in termini di sicurezza. Si avverte dunque il bisogno di soluzioni capaci di garantire l’uno e l’altro aspetto. Benvenuti nell’era dello smart working.

Produttivi, ovunque: un’opportunità

Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano, il 7% degli Italiani lavora con modalità flessibili per quanto riguarda luogo e orario (adottate con progetti strutturati nel 7% delle PMI e nel 36% delle imprese di maggiori dimensioni). Una percentuale in progressiva crescita (il 5% nel 2013), spinta da una visione sempre più condivisa, dalle imprese e dalla pubblica amministrazione. Segno positivo anche per coloro che, sperimentando questa nuova modalità di lavoro, hanno riscontrato un incremento delle prestazioni e una migliore gestione del work-life balance.

A sostenere il trend è l’evoluzione degli strumenti tecnologici per il business. I tempi della postazione fissa come unico spazio in cui essere concentrare i propri sforzi produttivi sono destinati all’oblio, rimpiazzati da un’epoca in cui il “dove” è meno influente ed il “come” assume un’importanza strategica.

La miniaturizzazione delle componenti hardware, la potenza di calcolo offerta dai dispositivi di nuova generazione, le capacità delle infrastrutture cloud in termini di comunicazione e sincronizzazione delle informazioni: sono tasselli di un puzzle da cui emerge l’immagine di una nuova era, ben descritta dall’etichetta “Industria 4.0”. Un’opportunità da cogliere, per far compiere al proprio business un significativo passo in avanti.

La sicurezza come priorità assoluta

Delegare la gestione dei dati aziendali da un’unità locale a un server può causare l’insorgere di legittime preoccupazioni e dubbi giustificati, così come trovarsi di fronte all’esigenza di fornire ai propri dipendenti l’accesso alle informazioni da postazioni remote, lontane dai propri uffici, adattandosi a tutti i potenziali contesti di lavoro (meeting, trasferte…). Ecco perché il processo di transizione verso le soluzioni di smart working deve essere affrontato con la prospettiva di coglierne i benefici ma senza accettare alcun compromesso in termini di sicurezza.

Per questo motivo emerge sempre più potente la necessità di andare oltre la semplice protezione via password: l’impiego di tecnologie quali la trasmissione dei dati attraverso sistemi crittografici o la possibilità offerta agli amministratori di intervenire in qualsiasi momento per il blocco a distanza o il remote wipe dei dispositivi affidati ai dipendenti divengono di primaria importanza.

Al tempo stesso, questo scenario evolutivo non deve costituire un freno o un ostacolo all’adozione di soluzioni innovative e performanti. Anzi.

È tuttavia necessario che i tool siano sicuri, accessibili ed in grado di adattarsi ai diversi schemi organizzativi e operativi. Dal layout dell’interfaccia alla compatibilità con le piattaforme in uso, nessun aspetto può essere lasciato al caso.

L’evoluzione è mobile

L’evoluzione degli strumenti professionali e l’ascesa dello smart working sono legati a doppio filo all’avanzamento delle tecnologie proprie dell’ambito mobile. Se da una parte la diffusione capillare di smartphone e tablet registrata nell’ultimo decennio ha spinto sviluppatori e software house a creare soluzioni per la produttività sempre più complesse e multifunzionali, dall’altra è proprio il mondo business richiederle, intravedendone le opportunità connesse.

Anche la progressiva ibridazione tra design e form factor un tempo differenti ha contribuito: oggigiorno, il mercato offre dispositivi adatti a soddisfare ogni esigenza.

Il gap tra segmento smartphone e tablet è stato colmato dall’arrivo dei phablet, mentre convertibili e notebook ultrasottili sono in grado di assicurare prestazioni e comfort tipici di un desktop senza rinunciare alla comodità di un portatile.

Modalità di autenticazione basate sull’analisi di parametri biometrici (dalla lettura delle impronte digitali alla scansione dell’iride), algoritmi di analisi del codice per tenere i dati al sicuro dalle minacce informatiche e un’apertura verso la community di sviluppatori pronti a offrire app e servizi sempre più avanzati sono le carte vincenti per la creazione di un ecosistema longevo e affidabile.

Lo smart working in Italia

Lo smart working è un fenomeno che interessa sempre più da vicino il nostro Paese e lo conferma la decisione del Governo di regolamentare questa innovativa modalità operativa. Lo scorso 10 maggio il Senato ha infatti approvato, in via definitiva, il primo testo legislativo stilato ad hoc: il cosiddetto lavoro agile è a tutti gli effetti una forma di lavoro, anche dipendente, che può essere strutturata in contratti a tempo determinato o indeterminato e da definire in forma scritta tra il datore e il collaboratore. Il tutto, con la totale parità di diritti e trattamento economico (si continua ad applicare lo stesso contratto dei colleghi in sede), a dimostrazione di come questa formula possa facilmente essere adottata su vasta scala in una prospettiva di sviluppo e ottimizzazione delle risorse.

Tra i punti chiave che rendono solido questo modello operativo, spiccano tutti quei paletti distintivi che regolano la normale vita lavorativa dentro sedi e uffici in termini di gestione delle informazioni business critical e di sicurezza di dati e reti aziendali.

Lo smart working garantisce in questo senso il giusto equilibrio tra la privacy del lavoratore e un adeguato layer di protezione dei dati e delle infrastrutture dell’azienda.

Per questo motivo è fondamentale affidarsi a piattaforme, tecnologie e servizi realizzati appositamente per rispondere alla specifica esigenza, affidandosi a partner tecnologici che operano in questa prospettiva. Decisamente da evitare le soluzioni fai-da-te, vulnerabili e non conformi alle policies interne.

Work-life balance

Adottare formule di smart working per il lavoro dei dipendenti significa per un’organizzazione poter cogliere ben più di un’opportunità tra quelle offerte oggi dall’evoluzione tecnologica in ambito comunicazione e collaborazione. Ma per il lavoratore significa anche poter migliorare il proprio work-life balance, ovvero l’equilibrio tra vita privata e attività professionale.

Una scelta lungimirante che incrementa la produttività e le performance, laddove si adottino modelli di smart working con soluzioni software e hardware conformi a quelle on site. Con ovvi benefici per entrambe le parti.

Un traguardo da raggiungere insieme, in sintonia e conformità, percorrendo la medesima strada e con un interesse comune, senza commettere l’errore di delegare gli aspetti legati alla sicurezza in secondo piano.

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