Sicurezza IT, la priorità resta il cybercrime

I maggiori professionisti IT sono concordi nel dichiarare che il pericolo maggiore per la propria infrastruttura aziendale e per i dati in essa contenuti provengono dal cybercrime, ecco l'analisi Finjan

Il crimine informatico non dà tregua alle aziende, con una escalation di strategie mirate adottate dai responsabili IT per proteggere i sistemi e prevenire incidenti.

Lo confermano i dati dello studio Finjan, che propone i risultati di un sondaggio effettuato su 1387 campioni, principalmente professionisti IT e di sicurezza informatica.

La quasi totalità degli intervistati è d’accordo sul fatto che il crimine informatico rappresenti ancora il rischio maggiore per il business aziendale. In particolare, rispondono in questo modo il 91% dei soggetti, con punte del 95% se limitiamo l’analisi al solo settore bancario e finanziario. Il rischio percepito si traduce in perdita di clienti, danni al marchio aziendale, implicazioni di legge, ecc.

Un’altra grossa percentuale dichiara di essere preoccupata riguardo ai furti di dati e informazioni sensibili. Si tratta del 73% degli intervistati, che temono il data theft più della perdita di produttività o l’indisponibilità dei propri servizi.

Il rapporto si conclude con alcuni dati riguardanti i “colpi” effettivamente messi a segno dai cybercriminali: il 25% dei responsabili IT d’azienda riporta di aver subito danni alle informazioni; percentuale che sale al 42% se si considera anche chi ha risposto di non poter escludere tale eventualità.

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