IBM per la sicurezza open source

Con la donazione della sua tecnologia Identity Mixer al progetto open source Higgins, IBM punta a rendere più sicuro l'e-commerce

Il progetto open source Higgins che IBM e Novell stanno sviluppando per la sicurezza dei dati digitali, da oggi può contare su un’arma in più.


IBM ha infatti donato alla causa la sua tecnologia Idemix (Identiy Mixer) espressamente progettata per rendere le transazioni online più sicure. Il funzionamento è basato sulla creazione di pseudonimi, identità usa-e-getta da utilizzare in luogo dei propri dati reali. In questo modo, se un acquirente deve comprare un prodotto online, fornirà il suo pseudonimo al venditore, che poi lo girerà alla società di credito. Infatti la corrispondenza tra le credenziali criptate dello pseudonimo e i dati reali dell’utente sono di esclusivo possesso della banca o di altre istituzioni (come potrebbe essere il Comune o il proprio datore di lavoro).

Dunque il sistema assicura un elevato livello di privacy e dovrebbe evitare i pericoli connessi alle truffe informatiche come il phishing. Inoltre ci sono vantaggi anche per i venditori, dal momento che le transazioni basate sugli pseudonimi li solleverebbero da ogni responsabilità riguardanti il furto dei dati. L’obiettivo finale di IBM e Novell è l’innalzamento della fiducia dei consumatori nei confronti dell’e-commerce, continuamente minata dai pericoli connessi a quest’attività.

Il ‘regalo’ che Big Blue ha fatto alla piattaforma open source (e, quindi, all’intera comunità) non è una novità nella politica del gigante californiano, da sempre attento alla filosofia dell’open source come dimostrano gli innumerevoli brevetti resi pubblici e la sua ‘simpatia’ per Linux.

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