Gentilmente riceviamo e pubblichiamo.
Articolo di Mauro Papini. L'autore è country manager di Acronis Italia.
Negli ultimi anni le tecnologie di virtualizzazione e cloud computing sono state promosse come la panacea contro i problemi del settore IT; ora, in tempi di incertezza economica, è innegabile che entrambe siano in grado di aiutare le aziende a ottimizzare le infrastrutture server e storage già esistenti. Dal momento che tali tecnologie sono di nuovo in prima linea nel dibattito IT, analizziamo quali sono gli effetti reali che esse hanno in un contesto di backup e ripristino.
Negli ambienti aziendali odierni, si presentano tre differenti piattaforme su cui implementare strategie di disaster recovery: fisica, virtuale e cloud. Ognuna di esse mostra una serie di vantaggi e di svantaggi. Alcune organizzazioni sceglieranno di restare in ambito puramente fisico, altre accoglieranno la virtualizzazione, quelle più predisposte al rischio opteranno per una combinazione di piattaforme fisiche, virtuali e cloud.
In definitiva, il successo delle procedure di backup e ripristino si basa sulla disponibilità costante dei sistemi e sull’impatto che i tempi di inattività ad essi associati hanno verso l’esterno in termini di perdita di profitto e di clienti, indipendentemente dall’ambiente in cui dati e sistemi si trovano. Va tuttavia sottolineato l’interessante potenziale implicito dei servizi di virtualizzazione e cloud nel migliorare le problematiche, ormai note, del ripristino d’emergenza.
Nel caso delle PMI, il buon esito di un servizio sta nella capacità di garantire agli utenti facilità d’uso, convenienza e flessibilità, oltre alla possibilità di attuare rapidamente le misure previste per avere il minimo impatto possibile sulle attività aziendali. Tanto i servizi cloud quanto la virtualizzazione offrono questi vantaggi.
Ad esempio, i servizi di backup online (basati su tecnologie cloud) sono semplici da configurare e utilizzare, aspetto critico per i manager IT che hanno poco tempo da perdere. Bastano un computer, un browser e una connessione a internet. Una delle prospettive più interessanti per il futuro sarà la possibilità di utilizzare il cloud per superare gli ostacoli del backup basato su file.
Articoli come questo che in due pagine non dicono nulla e anzi girano attorno al titolo, potreste risparmiarveli. Il silenzio a volte fa miglior figura