Cancellazione sicura dei dati: le leggi

Le normative in materia di tutela dei dati hanno reso la cancellazione sicura dei supporti di storage uno dei principali aspetti della sicurezza informatica, purtroppo ancora poco conosciuto

Il ciclo di vita dei dati informatici prevede anche la loro distruzione, allo scopo di non renderli più recuperabili e di evitare che, al momento di dismettere un apparecchio IT, rimangano in memoria dati personali come nomi, indirizzi email, numeri telefonici e di conto bancario, e possano andare dispersi e acquisiti anche in modo incontrollato da estranei.

Questo avviene tipicamente quando le apparecchiature IT di un’azienda sono reimpiegate, riciclate oppure smaltite. La dismissione degli apparecchi elettronici, e in particolare dei supporti di storage, costituisce un momento molto critico per la sicurezza dei dati, che può vanificare, proprio all’ultimo, tutti gli sforzi compiuti dalle aziende per garantire la riservatezza delle informazioni. Un PC di seconda mano può essere una fonte preziosissima di dati riservati per eventuali malintenzionati, se i dati contenuti nell’hard disk non sono opportunamente cancellati; per non considerare che, ogni anno, decine di tonnellate di rifiuti elettronici vengono riversati nelle discariche. Il Garante della Privacy stima che gli accessi non autorizzati ai dati digitali partono sempre più spesso da rifiuti di apparecchiature elettroniche avviati allo smaltimento.

Per questo motivo, le disposizioni normative più recenti in materia di tutela dei dati, hanno reso obbligatoria la distruzione dei dati al termine del loro ciclo di vita o del supporto che li contiene, allo scopo di preservare informazioni personali e sensibili da accessi e dalla diffusione incontrollati. Si tratta, purtroppo, di un problema ancora per molti versi poco conosciuto da parte delle aziende, in particolare quelle di dimensioni medio-piccole. Diverse aziende specializzate nella sicurezza e nella protezione dei dati hanno sviluppato soluzioni e metodologie assistere i propri clienti sotto questo aspetto, molto delicato.

La normativa vigente in Italia e in Europa

In Italia la riservatezza dei dati è regolamentata dal decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 (Codice in materia di protezione dei dati personali), comunemente nota come “legge sulla privacy”. Quest’ultima ha fissato delle regole precise per i dati sensibili e giudiziari. I supporti rimovibili che li contengono, se non più utilizzati, devono essere distrutti o resi inutilizzabili, e possono essere riutilizzati solo se le informazioni contenute in precedenza non sono più “intelligibili e tecnicamente in alcun modo ricostruibili”.