Tinyproxy è un filtering proxy HTTP molto leggero per sistemi *nix.
I suo autore, oltre che sulla semplicità di utilizzo e sulla sicurezza, pone l’accento sulla leggerezza del footprint del programma, ciò che lo rende di fatto un candidato ideale per ogni tipo di device Linux-based, quale router, NAS, smartphone, eccetera, oppure anche per vecchi server o PC. Semplicità in un software di questo tipo significa possibile impiego anche in ambito domestico, qualora – e non è un utilizzo raro – un padre volesse dare una fruizione di Internet consona alla loro età ai suoi figli piccoli.
Per ciò che concerne la sicurezza interna del programma, è presente anche qui la consueta possibilità di far girare il servizio come utente non root (dopo l’avvio ed il bind con le porte TCP). Ciò è importante perché, in caso di exploit, viene ridotto il rischio di compromissione dell’intero sistema (un programma "crackato" può eseguire codice all’interno del sistema solamente con i permessi dell’utente con cui in esso gira).
Sempre a detta dell’autore e sempre riguardo la sua sicurezza, la progettazione del software è stata fatta con occhio di riguardo alla prevenzione dai buffer overflow. Probabile… però una veloce ricerca con Google non smentisce simili vulnerabilità passate.
Dal punto di vista dell’utilizzatore, invece, tra le caratteristiche del proxy annoveriamo la possibilità di fungere da proxy anonimo, potendo anche manipolare la lista degli header HTTP visibili o no al server destinazione, ed il supporto all’SSL. Altra caratteristica interessante è la possibilità per il proxy di negare connessioni ad esso se viene superata una certa percentuale di carico della macchina su cui gira (cosa buona per macchine poco potenti). Infine, va segnalata la funzionalità di monitorare il proxy da remoto al fine di visualizzare i dettagli degli accessi ed altre statistiche.
Riprendendo quanto detto poc’anzi, la semplicità del programma viene anche palesata dalla semplicità e brevità del file di configurazione.
Il filtraggio dei contenuti Web del proxy, pur non avendo e non volendo avere la completezza (e "laboriosità") dell’accoppiata Squid/DansGuardian, si basa sul contenuto del file /etc/tinyproxy/filter, il quale conterrà una lista di espressioni regolari, una per riga, corrispondenti all’insieme dei domini o semplici URL da bloccare. La logica di blocking può essere sia a whitelist che a blacklist.