Non c’è il rischio che, diciamo così, un utilizzo "vivace" della piattaforma porti a superare i costi preventivati? Come quando utilizziamo il cellulare più del dovuto e troviamo poi in bolletta costi eccessivi.
Noi abbiamo deciso di assumerci il rischio di qualche utente che consumi più risorse di altri, perché far pagare il consumo avrebbe portato complicazioni legate all’imprevedibilità del costo e alla difficoltà di controllo. Inoltre si sarebbe creato il paradosso di un’applicazione scritta male per incapacità o scarsità investimenti, che sarebbe stata più costosa per l’utente finale. Con il SaaS erogato da cloud, per la prima volta il fornitore e l’utente hanno obiettivi convergenti. Noi abbiamo l’interesse a ottimizzare il codice per ridurre i costi di erogazione e a migliorare continuamente l’interfaccia utente per ridurre quelli di supporto. Con il software tradizionale venduto con licenza perpetua, un funzionamento perfetto potrebbe spingere gli utenti a non rinnovare il canone di assistenza che si aggira sul 20% all’anno. L’altra fondamentale differenza del software tradizionale è che l’elevato costo di aggiornamento impedisce il miglioramento continuo.
Tutto ciò è stabilito da contratti che prevedono anche uno specifico livello dei servizi?
I contratti sono anch’essi semplicissimi. Se il cliente non è soddisfatto, può estrarre i suoi dati e disdire il canone. Riteniamo inutile inserire clausole scritte in "legalese" stretto se non addirittura vessatorie, con la doppia firma. Ci consideriamo partner del cliente ed abbiamo la fortuna di potergli trasferire l’ottimo SLA (service level agreement) di Microsoft che sui diversi fronti è almeno del 99,9% calcolato a livello mensile. Inoltre con aKite, il progetto è partito dalla necessità di non interrompere le vendite nemmeno per qualche minuto al mese e quindi ogni postazione ha un compatto database locale (SQL CE) che viene utilizzato per tutte le normali operazioni di vendita, con ulteriori vantaggi su velocità e scalabilità rispetto ad una architettura puramente centralizzata. Non si deve dimenticare che anche un servizio con SLA pari al 99,999% non può risolvere i problemi periferici di affidabilità della connessione ADSL. L’uso di una seconda connessione ridondante introdurrebbe complessità e spreco.