Banda Larga e imprese: Italia nel caos – 5

La bufera sul congelamento degli 800 milioni per colmare il digital divide ha complicato le carte in tavola: facciamo luce su progetti e modelli per portare la banda larga nel Paese

Una domanda che continua a non trovare risposta e che proviene anche dalle imprese italiane, che vedono in questo sviluppo un fattore strategico per la loro competitività.

Come ha di recente sottolineato in Brasile il ministro per lo Sviluppo Economico Claudio Scajola, grazie ai lavori per la diffusione della banda larga si creerebbero 33mila cantieri che darebbero lavoro a 50 – 60mila nuovi addetti. Si tratterebbe dunque di piccoli cantieri gestiti da Pmi o associazioni temporanee, che darebbero nuova linfa ad imprese spesso in affanno.

Oggi l’accesso alla banda larga è ritenuto un volano per uscire dalla crisi. Esiste la necessità di fare rete in modo da aumentare il livello di competitività: da un lato rappresenta una modalità di presentazione dell’azienda verso l’esterno (clienti, fornitori, partner e competitor) e dall’altra favorisce la diffusione e l’impiego di applicativi di gestione e di controllo interni più efficaci.

Stiamo dunque assistendo ad una sorta di traslazione dei processi che segnano la vita delle aziende in una dimensione digitale, ma ciò non può ancora realizzarsi compiutamente se il 20% del territorio italiano non è coperto da questa tecnologia! Senza le infrastrutture necessarie al superamento del digital divide la crescita delle imprese in un periodo di forte recessione come quello che stiamo vivendo, sarà più lenta e difficile.