Limiti e soluzioni del Cloud Computing

Per consentire alle Pmi di migrare al Cloud Computing senza rischi non calcolati è bene sfatare i miti più comuni e prendere le necessarie precauzioni contro i potenziali problemi.

Prima di decidere se e come implementare soluzioni di Cloud Computing nella propria infrastruttura aziendale, è utile definire prima aspettative e obiettivi. Per farlo, è necessario ridimensionare alcuni dei miti più diffusi e comprendere il vero significativo dei vantaggi attesi.

La migrazione al Cloud Computing non elimina l’esigenza di una struttura IT interna. Ricorrere ad un partner IT non significa licenziamenti di massa o taglio del personale interno, semmai consente una razionalizzazione. Quelle PMI che, al contrario, non hanno un gruppo IT in azienda sono invece sollevate dal problema.

Le professionalità IT non perderanno in valore, anzi. Il personale tecnico acquisirà certamente nuove competenze (per poter valutare le opzioni offerte dal provider cloud, per gestire i requisiti di servizio, per contrattare con i fornitori, ecc.) e, con l’eventuale aumento delle risorse tecnologiche presso i vendor potrebbe addirittura aumentare il bisogno di nuovi professionisti IT. La Cloud è facile da usare e gestire, dunque, ma è anche vero che l’azienda cliente deve poter contare su responsabili IT capaci di interagire con il provider.

La Cloud abbatte i costi ma non è gratis. L’obiettivo finale è quello di ottimizzare i costi, ma è anche vero che il contratto di servizio con il fornitore va studiato nel dettaglio, per prendere consapevolezza dei costi espliciti e quelli eventualmente nascosti: alcuni contratti, per esempio, indicano che i termini possano essere variati dal fornitore senza preavviso; molte PMI potrebbero dover aumentare la banda internet per supportare adeguatamente i servizi sottoscritti; devono essere valutati i costi legali connessi all’aumento del profilo di rischio aziendale; attenzione anche ad alcune applicazioni o tool di terze parti che potrebbero non essere a buon mercato anche se proposte in abbinamento alle Apps del provider.

La Cloud può presentare problemi prestazionali. Se la banda larga del cliente non è adeguata, il servizio cloud potrebbe non raggiungere i livelli di performance attesi: in questi casi, persino il numero di utenti connessi contemporaneamente potrebbe far aumentare il tempo di risposta (valore medio 3-5 secondi, che per il Web sono davvero tanti).

Non tutti i servizi si possono spostare sulla Cloud. Se è vero che la suite di applicativi per l’ufficio più diffusa, il pacchetto Office, ha degli equivalenti disponibili sulla Nuvola, è anche vero che le PMI che vi si sono rivolte in modo esclusivo restano delle eccezioni e per lo più preferiscono soluzioni semi-gratuite o aperte (Google Docs, Zho…) come strumenti complementari al tradizionale Office che, con i suoi 20 anni di anzianità offre funzionalità non ancora del tutto migrate sulla Cloud.