Concorrenza Sleale

Fedeltà al datore di lavoro? Più che un dovere…

Fedeltà aziendale L'art. 2105 c.c. vieta al lavoratore di trattare affari in concorrenza con il proprio datore di lavoro e di divulgare notizie attinenti all'organizzazione e ai metodi di produzione dell'impresa o di farne uso in modo da poter recare ad essa pregiudizio. L'articolo è stato oggetto di un tormentato dibattito dottrinale, poiché pone innanzitutto il problema di stabilire se la disposizione in questione imponga al lavoratore un dovere di fedeltà inteso in senso lato o se sul prestatore di lavoro gravino esclusivamente i doveri negativi in esso espressamente specificati. Seguendo la tesi...

Patto di non concorrenza nullo se blindato

Giustizia Il Patto di non concorrenza può limitare l'iniziativa imprenditoriale dopo le dimissioni ma non il diritto di offrire sul mercato le proprie competenze: con questa motivazione, la Suprema Corte  stabilisce che, se la clausola è in contrasto con il principio della libera iniziativa economica di cui all'articolo 41 della Costituzione, allora il patto è nullo (sentenza n. 24159 del 12 novembre 2014). => Iatto di non concorrenza fra impresa e lavoratore Clausole blindate Nel caso in oggetto, le dimissioni di un dirigente erano state accompagnate da un patto triennale, con impegno...

Sharing Economy: modello Uber allo studio UE

Uber Uber sotto la lente della Commissione Europea, dopo le proteste dei tassisti che accusano la start-up di concorrenza sleale e violazione delle leggi nazionali in materia di licenze e sicurezza del trasporto: l'azienda, ormai presente in 58 paesi, ha sporto reclamo presso la Commissione, facendo ricorso contro le cause giudiziarie a proprio danno (in Germania e Italia il Tribunale ha persino sospeso l'app che mette in contatto autisti privati e passeggeri via cellulare, per prenotare corse a pagamento con vettura). A luglio, intanto, un giudice del Tribunale di Barcellona ha portato...

Obbligo fedeltà e licenziamento: basta la preordinazione

Licenziamento Violare l'obbligo di fedeltà al proprio datore di lavoro costituisce un giustificato motivo di licenziamento del dipendente, a chiarirlo è stata la Corte di Cassazione con la sentenza n. 14304/2015. => Fedeltà al datore di lavoro? Più che un dovere Nel caso in esame i giudici della Corte di Cassazione hanno stabilito la piena legittimità del provvedimento espulsivo nei confronti del dipendente che aveva tradito il proprio datore di lavoro con una società che opera nel medesimo settore, ritenendo violato l’obbligo di fedeltà che impone al lavoratore di tenere una condotta...

Assunzione dipendenti: quando è concorrenza sleale

Concorrenza La sentenza n. 14990 della prima sezione civile della Corte di Cassazione ha stabilito i confini che definiscono quando l'assunzione di dipendenti precedentemente impiegati in una impresa concorrente può definirsi concorrenza sleale. La constatazione di un passaggio di collaboratori da un'impresa ad un'altra non giustifica la richiesta di risarcimento: è necessaria la prova del comportamento sleale, dimostrato con il supporto di elementi che confermino che l'assunzione sia stata attuata con lo scopo di acquisire la clientela dell'impresa concorrente. => Libero mercato, pubblicità...

Il patto di non concorrenza tra impresa e lavoratore

Accordo L'obbligo di fedeltà sancito dall'articolo 2105 c.c. cessa al termine del rapporto di lavoro. Tuttavia, l'articolo 2125 c.c. ammette la possibilità di stipulare accordi volti a limitare l'attività dell'ex dipendente. In particolare, la norma dispone che un eventuale patto di questo genere sia nullo «Se non risulta da atto scritto, se non è pattuito un corrispettivo a favore del prestatore di lavoro e se il vincolo non è contenuto entro determinati limiti di oggetto, tempo e di luogo. La durata del vincolo non può essere superiore a cinque anni, se si tratta di dirigenti, e a tre...

Tariffe Professionali: l’Antitrust multa gli Avvocati

ANTITRUST Arriva per il Consiglio Nazionale Forense (CNF) la multa dell'Antitrust per aver ristretto la concorrenza, limitando l’autonomia degli avvocati in materia di compensi professionali, violando l'art. 101 del Trattato sul funzionamento dell'Unione Europea. La multa imposta dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ammonta a quasi 1 milione di euro. => Tariffe professionali: notai "fuorilegge" L'istruttoria era stata aperta nel 2012 a fronte della pubblicazione sul sito istituzionale del CNF del "Nuovo tariffario forense" (D.M. 127/2004, accompagnato dalla...

Libero mercato, pubblicità ingannevole e concorrenza sleale

Pubblicità La nostra Costituzione non concede particolare tutela alla concorrenza tra imprenditori, limitandosi a garantire la libertà di iniziativa economica (art. 41, comma 1). È stata la Comunità Europea ad esaltare il concetto di libertà di concorrenza attraverso il suo valore sociale, poiché da un lato garantisce ai consumatori migliori condizioni di prezzo e qualità, dall'altro incentiva l'efficienza produttiva delle imprese. Per tale ragione, l'Unione Europea si è fornita di una attenta legislazione che mira a preservare il regime concorrenziale del mercato comunitario e a reprimere...

Concorrenza: ecco le nuove sanzioni Antitrust

Antitrust Le nuove Linee Guida adottate dall'Autorità Garante della concorrenza e del mercato fissano i principi che saranno seguiti per decidere le sanzioni da applicare nei casi in cui le aziende fanno cartello per influenzare il livello dei prezzi a scapito dei consumatori. Si tratta di un nuovo giro di vite dell'Antitrust volto ad aumentarne l’efficacia deterrente delle sanzioni. => Sanzioni: aspetto contabile e fiscale Nuove Linee Guida La novità di maggiore rilievo è che l'Antitrust ha fissato un tetto minimo per le multe da applicare in caso di intese illecite tra aziende volte ad...

Google ranking penalizza concorrenza

google Google nel mirino dell'Antitrust USA per concorrenza sleale e abuso di posizione dominante tra i motori di ricerca, approfittando del proprio monopolio per indirizzare l'utenza verso i proprio servizi online, sfruttando la potenza del ranking (leggi di più). Le indagini della Federal Trade Commission sembrano dirigersi definitivamente verso un giudizio unanime: Google è colpevole di aver ritoccato i propri algoritmi di ricerca Internet per penalizzare siti web concorrenti. Un comportamento emerso da alcuni raffronti: i portali Yelp e Nextag, ad esempio, sarebbero stati...

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