Come utilizzare il modello di Excel per valorizzare le rimanenze di magazzino attraverso il metodo del "costo medio ponderato"
Il valore delle rimanenze finali di magazzino può essere determinato attraverso l’applicazione di diversi metodi contabili: il metodo del “costo medio ponderato”, il metodo FIFO e il metodo LIFO, che a sua volta può essere di tipo continuo o a scatti. Tali metodi differiscono solo per il valore che viene imputato ai prodotti “in uscita” dal magazzino, mentre il valore imputato ai prodotti “in entrata” è dato dall’effettivo costo di acquisto del prodotto (con l’aggiunta di eventuali costi strettamente legati ad esso quali, ad esempio, le spese di trasporto).
Sebbene ciascuno dei metodi vari in relazione alla tipologia del prodotto, il più diffuso è quello del “costo medio ponderato”, che valuta le uscite dal magazzino tenendo in considerazione i costi unitari di tutti i prodotti acquistati in precedenza e quindi giacenti in magazzino.
Ma facciamo un esempio numerico per comprendere meglio il suo funzionamento.
Supponiamo di aver acquistato 20 unità di un certo prodotto a € 2000 (prezzo complessivo) e, con una seconda ordinazione, altre 10 unità a € 1200. Supponiamo poi di aver successivamente venduto 10 unità. Ora, poiché il costo medio unitario ponderato dei prodotti acquistati è di € 106,67 (dato da (2000+1200)/30) lo “scarico” di magazzino è valutato € 1066,67 (€ 106,67*10 unità). Quindi, se non si verificano altre movimentazioni durante l’esercizio contabile, le rimanenze finali di magazzino sono valutate € 2133,34 (€ 106,67*20 unità).
In questo tutorial proponiamo un modello per la valorizzazione al "costo medio ponderato" delle rimanenze di magazzino.